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Demography #45: Threelakes Antonette Goroch e Olivia Mancini, Elem, Inventions

L’uscita di oggi è dedicata all’amore per il suono in sé e per sé, una sperimentazione all’apice della gioia e soprattutto della qualità.
Chi abbiamo a Demography #45? Threelakes Antonette Goroch e Olivia Mancini, Elem, Inventions

 Threelakes
Non è così strano sentire del buon materiale ogni tanto, la cosa sensazionale è che il materiale in questione è in parte italiano e canta in inglese come se provenisse direttamente da Nashville.
Stiamo parlando di uno split fra Luca Righi in arte Threelakes, Antonette Goroch e Olivia Mancini, tre identità musicale completamente diverse che riescono a creare insieme un prodotto definitivo.
Così ad un primo ascolto troveremo il punto massimo di folk contemporaneo a cui possiamo aspirare, rimarremo interdetti visto che allo stesso tempo aleggia un leggero retrogusto quasi post punk grunge dalle mille sfumature che accolgono, si, anche una punta di psichedelia in brani per esempio come Bordtown.
Capiremo di avere di fronte qualcosa di nuovo che profuma di “classico”, una scelta di strumenti minimalista, uno split che punta non all’esecuzione in sé ma all’intensità che ne può ricavare, alla potenza di una voce roca strozzata dall’emozione ed una semplice chitarra d’accompagnamento.

 Threelakes
ELEM è un progetto di quattro persone del background elettronico italiano, Loredana Antonelli, Fabrizio Elvetico, Emanuele Errante e Marco Messina sono quattro con l’ intenzione chiara sin dal primo brano dell’Ep omonimo uscito con Elastic recordsDifferent mask” ossia quella di cercare nuove forme di produzione guidati dalla voglia di improvvisare e creare qualcosa di nuovo.
Ascoltando cresce la tensione, una sorta di groove emotivo che lascia un trip all’ascoltatore, catapultandolo in uno spettacolo audio visivo dalle tonalità oscure e sonorità angoscianti.
Rilasciano un potenziale unico arricchito quindi non solo dalle performance live ma anche dalla sottile attrazione morbosa che comporta l’ascolto dell’ep.
Qualcosa di buio che avvinghia come il petrolio.

 Threelakes
L’ambient è stata una grande invenzione, senza probabilmente non respirerei con tanta regolarità, quel tipo di musica poi che riesce a tenere ben strette le sonorità di un pianoforte con quelle di chitarre acustiche e cori è sicuramente di ottima qualità.
Stiamo parlando del nuovo album degli InventiosMaze of wood” uscito con la Temporary Residence.
Il duo ha dichiarato di aver preso spunto per la produzione dell’Lp da una novella di Denis Hohnson “Train Dreams”, in particolar modo da un passaggio in cui veniva descritto l’ululare di un giovane lupo, ecco in quel gesto Mark T. Smith (Explosions in the Sky) e Matthew Cooper (Eluvium) hanno colto un’angoscia primordiale che li ha spinti ad una ricerca del suono votata all’idea di purezza ed istinto.
Cogliere il dolore ed il sentimento per restituirlo in emozioni, arrivando a raggiungere in “lenti respiri” quello che inizialmente non sapevano come restituire.

Chiara Manera

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