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DEMOGRAPHY #6

unnamed-4Ambroise Willaume va dritto per la sua strada. Dopo aver creato i Revolver, ora si diverte ad esplorare il magico mondo del pop. Con lo pseudonimo di SAGE, che deriva da Sagittario, il compositore francese si ripresenta al pubblico col nuovo EP In Between. Prodotto da Labelgum/Green United Music (che vanta collaborazioni con Woodkid e The Shoes), l’EP ha una forte connotazione melodica, dovuta al nuovo processo di scrittura di Willaume. Nella tappa australiana del suo ultimo tour con i Revolver subì il furto di tutte le sue chitarre, e lui, con atteggiamento zen, lo ha interpretato come un segno del destino, dando vita al suo personale “periodo pianoforte”.
La title-track è un’intima questione tra l’artista e l’ascoltatore, in cui ci si rilassa prima dell’esplosione di archi ariosa e trascinante. Il ritmo cadenzato del piano poi ci accompagna fino all’epilogo, riportandoci sulla terraferma.
Le quattro nuove canzoni di In Between sono il primo passo verso il suo imminente tour, e il preludio al nuovo album di SAGE, previsto per il 2015.

unnamed-5Da un solista maschile, passiamo a un trio femminile: le New Myths. Formatesi a New York nel 2012, in realtà le vite di Brit Boras (chitarra e prima voce), Rosie Slater (batteria e cori) e Marina Ross (basso e cori) si erano già incrociate da tempo, tra inizi musicali al liceo e proseguimento di studi in conservatorio. Il 14 ottobre è uscito Give Me Noise, primo vero e proprio album del trio, che segue l’omonimo EP di debutto di due anni fa. Le New Myths non fanno niente per nascondere la sorgente da cui attingono: risulta chiaro fin da subito il loro tributo a artisti come Blondie e Kate Bush, con riecheggiamenti di Cure e Joy Division. Non è mai bello fare l’elenco della spesa delle varie influenze, il fatto è che, per descrivere le due tracce in anteprima “Howl” e “Edge of the World”, non ci sia molto altro da dire. Emanano vibrazioni eteree e sinuose, ma peccano di eccessiva fragilità.

unnamed-6Ed eccoci all’ascolto più stravagante, e più stimolante, di questo capitolo di Demography: i Pony Bwoy. Si tratta del connubio artistico tra Jeremy Nutzman e Hunter Morley, che ha base a Minneapolis.
“mər-mər”  è la traccia che anticipa när-kə, il nuovo album composto da 13 canzoni in uscita il 9 dicembre. La trama che tessono i Pony Bwoy è sghemba e intricata, ma seducente. In “mər-mər” siamo di fronte all’R&B elettronico del miglior taglio, un chillout fluido che va ad insinuarsi nella vacuità di una nottata post-party. Le onde di basso si fondono alla perfezione col cantato sussurrato, per la gioia delle vostre cuffie Beats.
Occhi aperti il 9 dicembre perché se i Pony Bwoy si mantengono su questi livelli, potremo gioirne tutti. Anche senza Beats.

Iacopo Galli

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