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Depeche Mode live, quando i sentimenti sono fatti di elettro-rock

Un accordo di chitarra. Tanto è bastato allo stadio Olimpico per andare in visibilio e accogliere i Depeche Mode tra sudore e adrenalina. In mezzo a quell’onda fatta di cori ed emozioni, noi c’eravamo. Ecco cosa ne pensiamo di quello che si presta ad essere uno dei live più riusciti di questi 2017 ancora infuocato.

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Foto da La Repubblica

Sai di essere al cospetto della storia quando le prime note di quella “Revolution” beatlesiana, vero e proprio riflesso della rivoluzione ancora da compiere cantata dai Depeche Mode, fa da incipit allo spettacolo che da lì a poco stravolgerà uno Stadio Olimpico prestato alla dea della musica.

Sai di essere dinnanzi alla storia quando donne, uomini, ragazzi dal dato anagrafico così distante, sono ora uniti da un unico filo fatto della stessa sostanza di sudore ed emozioni elettrizzate; quando storie, vite, dolori e passioni così divergenti si uniscono in un solo battito di mani, in un unico coro, in un anelito di urla e grida disperate e adrenaliniche.

Sai di essere al cospetto della storia quando sul palco compare lui: Dave Gahan.

In un attimo l’Olimpico si inebria del suo sudore e come in un gioco di specchi, riflette i movimenti sensuali di quell’animale da palcoscenico che ancora una volta, a 55 anni suonati, Gahan si conferma essere. Ai Depeche Mode non serve altro per svegliare il proprio pubblico dal passivo torpore spettatoriale, facendogli alzare lo sguardo dallo schermo di un cellulare e sollevare le braccia al cielo. Una chitarra, un microfono, una tastiera, tre giganteschi maxischermi, una passerella in discesa che entra nel pubblico, cinquemila fan in delirio e tanta passione. Nessun gioco psichedelico, o spettacolarizzazione ostentata. Un minimalismo scenografico che va ad acuire ancor più il talento e l’energia di questo terzetto che in tre decenni di carriera fa sognare e cantare a squarciagola i propri fan senza cambiare rotta musicale, o stravolgendo il proprio estro creativo. Antesignani di un mondo di fare musica in cui le sonorità rock si mescolano armoniosamente a quelle elettroniche, i Depeche Mode sono riusciti anno dopo anno, CD dopo CD, tra sudore e cadute nel proprio inferno personale, di modellare come argilla un proprio stile e a questo tenersi ben stretti, senza cadere nell’autoparodia o nella svendita commerciale.

Depeche Mode

Foto da Onstage

Lo hanno dimostrato anche ieri, quando in un perfetto rilancio e contrattacco, il gruppo di Dave Gahan è riuscito a far susseguire con eleganza e perfetto equilibrio, brani storici a quelli più recenti, come “Where’s the Revolution?”, “Cover Me” o “Poison Heart”, tutti pezzi estrapolati da quell’ultima fatica discografica, Spirit, che segna un nuovo capitolo nell’avanzata dei Depeche nell’olimpo della musica. “We could be heroes, just for one day”, cantava con fare sensuale Dave ricordando a modo suo il duca bianco David Bowie, nella cover di “Heroes”, e ieri tutti i presenti alla tappa romana dello Global Spirit Tour si sono sentiti un po’ eroi. Hanno urlato all’unisono con Dave, Martin e Andrew, fino a perdere la voce; saltato finchè le ginocchia non cedevano; bevuto in nome del dio Apollo, e tutto questo per la salvaguardia della musica, quella vera, quella che conta e che rimarrà forgiata nella storia degli annali.

L’unico problema di un concerto come quello di ieri sera all’Olimpico è che prevedeva una fine. Troppi i classici sacrificati in questa attenta cernita: da Dream On, a Precious, passando per Strangelove e It’s no good, eppure ad animare lo spirito di ogni singolo spettatore c’era tutto, meno che insoddisfazione. Ci vediamo dunque a Milano e Bologna, e poi direttamente a Dicembre cari Depeche Mode, per un altro appuntamento con la storia. Di seguito vi lasciamo con la scaletta ufficiale del concerto.

  1. Going Backwards
  2. So Much Love
  3. Barrel of a gun
  4. A pain that i’m used to (Jacques D’Cont remix version)
  5. Corrupt
  6. In your room
  7. World in my eyes
  8. Cover me
  9. A question of lust
  10. Home
  11. Poison heart
  12. Where’s the revolution?
  13. Wrong
  14. Everything counts
  15. Stripped
  16. Enjoy the silence
  17. Never let me down again
  18. Somebody
  19. Walking in my shoes
  20. Heroes (cover di David Bowie)
  21. I feel you
  22. Personal Jesus

 

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