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Dj Khalab live per Rooty @BUH

Racconto di una trasferta fiorentina per la presentazione di “Storia di una Playlist. Playlist di una Storia” di Raffaele Costantino, il live di Dj Khalab e  la scoperta di un nuovo e promettente spazio culturale accanto a Firenze Rifredi.

Dj Khalab live @BUH

Dj Khalab live @BUH

Un po’ di tempo fa è uscito un libro, intitolato “Storia di una Playlist, Playlist di una Storia”, edito da Arcana e scritto da Raffaele Costantino; dj, musicista, produttore, speaker di Radio2 e inesauribile fonte di novità in ambito musicale. Il libro parte dal presupposto che fare una playlist equivalga ad un atto d’amore, ed evolve in un discorso narrativo molto interessante di cui però parleremo, forse, in altra sede.

"Storia di una Playlist. Playlist di una Storia", di Raffaele Costantino (edizioni Arcana)

“Storia di una Playlist. Playlist di una Storia”, di Raffaele Costantino (edizioni Arcana)

Comunque, poco dopo l’uscita del libro viene annunciato anche un tour di presentazione, da Bari a Roma passando anche Firenze. Il mio interesse poi aumenta quando oltre alla presentazione del sopra citato libro viene annunciato anche il live-set di Dj Khalab, l’alterego musicale di Costantino, che pubblica sotto Black Acre e ha collaborato con gente tipo Baba Sissoko. Tutto questo è poi solamente il primo episodio di Rooty, una nuova rassegna che si focalizza ed indaga sulla fusione della musica contemporanea con quella delle radici e curata da Andrea MI. Insomma, detto fatto, con la presentazione del libro annunciata per le 19.00 e il live per le 22.00 decido di partire da Pisa in direzione Firenze fidandomi ciecamente che Google Maps mi avrebbe condotto al BUH, il luogo dell’evento.

Ora, Google Maps mi ha effettivamente portato nel posto ma il traffico di Firenze non è stato di particolare aiuto; arrivo infatti a fare il biglietto a presentazione finita. Quindi, se vi era salito l’hype e cercavate un qualche approfondimento su “Storia di una Playlist” temo che dovrete ordinarlo o approfondire la cosa via Google. Io comunque, arrivato al penultimo capitolo, vi consiglio di optare per l’acquisto, anche solo per le bellissime illustrazioni curate da Riseabove.

Sun Ra - dalle illustrazioni di Riseabove per "Storia di una Playlist"

Sun Ra – dalle illustrazioni di Riseabove per “Storia di una Playlist”

Rimango a girare per il locale in attesa, almeno, del live di Dj Khalab ed è qui che incontro Riccardo, uno degli organizzatori, che ha la cortesia di spiegarmi un po’ meglio il posto in cui sono finito. Contestualizziamo: ci troviamo vicino alla stazione di Firenze Rifredi, precisamente presso le ex-dogane, quindi un posto un tempo dedicato allo scambio di merci dalle dimensioni importanti. Riccardo mi spiega che BUH è una realtà nata dall’incontro tra La Scena Muta ed Impact Hub, inaugurata giust’appunto la scorsa settimana. La Scena Muta è un’associazione culturale fiorentina nata nel 2011 con l’obiettivo di creare un network cittadino dedicato alla musica ed organizzatrice fino ad oggi di una cosa come 150 eventi; Impact Hub è un’esperienza a livello mondiale di co-working. networking e formazione. L’unione di queste due realtà ha dato via ad un luogo in cui si uniscono il mondo del lavoro condiviso e quello dell’industria culturale e creativa; in cui si può trovare uno spazio per lavorare, per mangiare, per parlare e per ascoltare buona musica. Ma sicuramente le parole di Riccardo riusciranno a farvi capire meglio quello di cui stiamo parlando:

La nostra mini-intervista a Riccardo, dell’associazione La Scena Muta di Firenze.

Comunque, pian piano la gente inizia ad arrivare, appare Andrea Mi dietro ai piatti, inaugurando con il suo dj set la serata. Poi tocca a Dj Khalab e alla sua musica. Oltre un’ora di live-set in cui suoni di origine africana incontrano l’elettronica più matta e futuristica; oltre ad essere estremamente coinvolgente, Khalab è anche estremamente rispettoso verso i suoni che usa. Come mi dice lui stesso, non si tratta solo di campionare un tamburo da un disco africano perché “suona bene”; dietro c’è un lavoro di approfondimento, di ricerca e di studio perché alla fine si tratta di tramandare e di rivisitare delle tradizioni. Risulta quindi necessaria una certa consapevolezza, per evitare di diventare dei “colonialisti 3.0“; consapevolezza che è probabilmente uno dei motivi del successo di progetti come quello di Dj Khalab o, in modo simile, del compagno Clap!Clap!

Clap Clap - Illustrato da Riseabove per "Storia di una playlist"

Clap Clap – dalle illustrazioni di Riseabove per “Storia di una playlist”

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