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Donna e sessismo linguistico. Non dire donna fa danno?

Non dire donna fa danno? Varie forme di violenza su noi donne nei linguaggi figurati e verbali. Incontro proposto dal gruppo “Il sessismo nei linguaggi” della Casa della Donna di Pisa

Mascotte del Gruppo Il Sessismo nei linguaggi ilsessismoneilinguaggi.blogspot.it

Mascotte del Gruppo Il Sessismo nei linguaggi ilsessismoneilinguaggi.blogspot.it

Nel pomeriggio dello scorso sabato si è svolto, presso la struttura de La Casa della Donna di Pisa, l’incontro Non dire donna fa danno? Varie forme di violenza su noi donne nei linguaggi figurati e verbali organizzato dal gruppo Il sessismo nei linguaggi.

Il sessismo nei linguaggi è solo uno dei tanti gruppi presenti all’interno dell’ associazione La Casa della Donna. Nasce con l’intento di promuovere un uso non sessista dei linguaggi, siano essi parlati scritti o visivi. Le varie attività sono coordinate attraverso un blog di riferimento, nato ad ottobre del 2008 con la volontà di confronto pubblico e approfondimento su di una tematica attuale nel panorama del nostro linguaggio.

L’incontro  Non dire donna fa danno? ha avuto lo scopo principale di fornire  uno stimolo a discutere sull’uso che siamo soliti fare del linguaggio, dal momento che tale esperienza riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire. Alla tavola rotonda erano presenti numerose donne di varia estrazione sociale, diversa cultura e professione e ciò ha reso possibile l’ instaurarsi di un dibattito oggettivo e veritiero. Inizialmente è stata proposta una riflessione linguistica sulla tematica attraverso la lettura di alcuni passi del testo L’importanza di nominare le donne. Riflessioni a margine del Bilancio di genere 2015 dell’ Università di Ferrara, scritto da Giuliana Giusti professoressa associata di linguistica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’attenzione si è focalizzata in  particolare su questo passo:

I gruppi sociali che detengono il prestigio culturale sono anche i detentori della varietà linguistica di prestigio. In questa lingua costruiscono il consenso , esprimono la propria rappresentazione del mondo , tramandano i propri valori culturali. Di questa varietà determinano la norma d’uso. quando si parla dell’interazione tra lingua e genere il fattore umano nella sua doppia natura biologica e sociale si interseca doppiamente in quanto le donne sono parte integrante ma non pienamente paritaria di tutti i gruppi umani: classi sociali, gruppi etnici, generazioni, comunità regionali. L’università come specchio della realtà produttiva e culturale che la circonda è un ottimo esempio.

Questa lettura ha permesso al gruppo di effettuare una riflessione sul fatto che esiste, all’interno della lingua, una disparità effettiva tra uomo e donna, soprattutto facendo riferimento all’ utilizzo dei nomi di professione, specie in riferimento a ruoli apicali all’interno della nostra società. Siamo infatti soliti scrivere o parlare utilizzando i termini avvocato, medico, architetto rifiutando la declinazione al femminile, mentre invece la accettiamo  per ruoli di minore prestigio come educatrice, bibliotecaria, maestra.

Tale fattore mina la formazione di identità personale paritaria a più livelli: a livello sociale le donne rimangono sempre riconosciute con minore importanza, nonostante le esperienze lavorative positive e il loro crescente numero in termini di unità all’interno di vari gruppi professionali, mentre a livello individuale sussiste incoerenza tra identità di ruolo e identità di genere, creando identità divise.

Secondariamente è stata proposta una riflessione su alcuni esempi di sessismo linguistico  in pubblicità, volantini, segnaletica e documentazione di vario genere. Ci si è interrogate sulle possibilità di effettuare interventi concreti e in generale è stato fatto l’invito da parte del gruppo a segnalare, mediante registrazione, scannerizzazione o fotografia, tutti i casi in cui la lingua viene utilizzata in modo non paritario.

Un volantino del Gruppo casadelladonnapisa.it

Un volantino del Gruppo casadelladonnapisa.it

Sono inoltre stati proposti incontri successivi con lo scopo di procedere ulteriormente avanti in questa pacifica battaglia.

Diciamo infine qualcosa sulla struttura ospitante l’incontro: la sede de La Casa della Donna di Pisa è situata  in via Galli Tassi a un passo da Piazza dei Miracoli. Si tratta di uno spazio fisico fortemente simbolico, un luogo di partecipazione attiva alla vita cittadina, collegato alle reti regionali e nazionali dei centri antiviolenza, alle biblioteche e ai centri di documentazione, nonchè alle altre Case delle donne presenti nel nostro territorio nazionale.

Isabel Viele per RadioEco

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