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Dragon Trainer – Il mondo nascosto: la recensione

Arriva nelle sale cinematografiche il capitolo conclusivo della saga di Dragon Trainer NerdEco #54

Dal 31 gennaio 2019 Dragon Trainer – Il mondo nascosto,  film d’ animazione statunitense diretto da Dean De Blois e prodotto dalla DreamWorks Animation,  è arrivato al cinema con l’ ambizioso obiettivo di portare a conclusione la trilogia con protagonisti Hiccup e Sdentato; una saga che ha appassionato un vasto pubblico, prima con il capitolo di apertura del 2010 e dopo con quello del 2014.

Dragon Trainer

Hiccup a capo del popolo dell’ Isola di Berk è ormai cresciuto e, diventato adulto, è considerato ormai un  punto di riferimento per l’ intero villaggio con tutte le incombenze e i doveri del caso. A lui continuano ad affidarsi sia i suoi compagni, che il tenero amico Sdentato, andando a consolidare così il legame umano – drago che contraddistingue l’ intera saga.

Ci sono comunque personaggi ed elementi nuovi ad arricchire questo terzo capitolo.

Tra  questi uno è indubbiamente rappresentato dal perfido Grimmel, abilissimo cacciatore di furie buie che finisce per risultare un antagonista incapace di emozionare, estremamente piatto e senza alcun tipo di introspezione psicologica.

Suscita invece più curiosità la metà della mela di Sdentato, la Furia Bianca la candida femmina della medesima specie del draghetto protagonista di Dragon Trainer, che irrompe sulla scena mettendo in crisi il rapporto di amicizia tra lui e Hiccup.

Dragon Trainer - Il mondo nascosto

Elemento che unisce le sorti di tutti i personaggi è la ricerca di un luogo idilliaco, di “un  mondo nascosto”, regno oltre i confini del mare conosciuto da cui provengono tutti draghi che popolano la terra.

A livello tecnico Dragon Trainer – Il mondo nascosto  continua a esplorare i confini dell’animazione contemporanea : fuoco, fiamme, nebbie, acque cristalline e texture complesse per la pelle a scaglie dei draghi e per le articolate armature dei protagonisti, un autentico spettacolo visivo immersivo destinato a rimanere impresso nella mente degli spettatori.

L’aspetto più convincente del film è la maturità dimostrata dalla Dreamworks nel non scadere nel già visto e nella possibile epopea di un ennesimo sequel. Si sceglie la via della chiosa, si opta nell’ arrivare al termine del processo di maturazione dei personaggi e addirittura li si separa per poi riunirli nell’ emozionante finale.

Crescere, distinguersi, separarsi ma mai perdersi. Non ci poteva essere più degno finale di questo per un film avvincente e dal ritmo scorrevole come questo.

Voto: 7

Isabel Viele per RadioEco

 

 

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