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Droga a scuola: educare o punire?

L’assemblea degli studenti del liceo Virgilio di Roma dopo l’arresto di un ragazzo, il 22 marzo 2016. (Ansa)

L’assemblea degli studenti del liceo Virgilio di Roma dopo l’arresto di un ragazzo, il 22 marzo 2016. (Ansa)

I primi mesi del 2016 sono trascorsi all’insegna di una vera e propria offensiva repressiva in svariati licei italiani: da Arzachena alla Brianza, da Pontedera a Teramo, da Udine a Marsala. Offensiva contro lo spaccio e la diffusione di droghe, hashish e cannabis. Un caso è saltato nel vortice del ciclone mediatico e ha alzato un polverone di discussioni e riflessioni, quello che ha visto protagonista il liceo Virgilio di Roma: martedì 22 Marzo dodici agenti di polizia hanno fatto irruzione nell’ora di ricreazione e hanno dato il via ad un vero e proprio blitz antidroga. Stando alle testimonianze degli studenti, gli agenti avrebbero agito con violenza e aggressività, spintonando e strattonando i primi malcapitati che passavano lì sotto gli occhi, nella feroce speranza di agguantare il ricercato, un ragazzo maggiorenne che avrebbe venduto uno spinello ad un minorenne. Il ragazzo adesso è agli arresti domiciliari.

Lo spinoso dilemma e le discussioni che sono seguite non hanno riguardato tanto lo schierarsi contro lo spaccio – su questo si è tutti unanimemente d’accordo – quanto più sulla legalità dell’offensiva di polizia e la teatralizzazione del blitz, avvenuto durante l’orario scolastico. “Sia da parte degli studenti che da parte di alcuni genitori è stato fatto notare che non si dovrebbe assistere a tali momenti plateali di studenti, anche se coinvolti in comportamenti non idonei e attualmente penalmente perseguibili” sostengono i deputati di Sinistra Italiana (Fratoianni, Pannarale, Marcon, Paglia, Costantino, Farina) intervenuti sul caso.

Le proteste avviate dagli studenti sono state liquidate prontamente dalla preside: sono manifestazioni di rabbia sbocciate in seno ad “una minoranza di studenti, spesso manipolati anche dai genitori, affiliati a un generico estremismo di sinistra, infiammati da un antagonismo a prescindere. La maggioranza della scuola è dalla mia parte e mi ha dimostrato solidarietà”.

I genitori degli alunni però non ne sono del tutto convinti: ”Non c’è capacità di mediazione, dialogo, né di ascolto”. Essi lamentano soprattutto la grave mancanza di una progettazione didattica che miri ad educare alla prevenzione ed ad un uso consapevole di tali sostanze. In realtà un tentativo c’è stato da parte della preside, ma è andato in fumo non appena si è scoperto che l’organizzatore di questi incontri -progettati allo scopo di informare sull’argomento- era nelle mani della nota setta religiosa Scientology.

La copertina dell’iniziativa antidroga al Liceo Virgilio. (ilmanifesto.it)

Sul caso del Virgilio è intervenuto Hassan Bassi segretario Forum Droghe: “Il problema del consumo fra i giovani di sostanze stupefacenti andrebbe affrontato all’interno di un processo educativo di prevenzione che si basi sulla fiducia fra educatore e studenti. Creare un clima di controllo e punizione non può portare che a peggiorare la situazione. Per ogni ragazzo denunciato ce ne saranno 10 che si nasconderanno ancora di più e finiranno direttamente fra le braccia del mercato nero e del malaffare”. Le parole di Bassi sono chiare e di gran lunga più esplicative di molti altre: spettacolarizzare e criminalizzare i colpevoli non migliora affatto la situazione, la quale, proseguendo in tale direzione, porterebbe ad una clandestinità di spaccio e diffusione ancor più capillare e invasiva, che spingerebbe i giovani ad avere a che fare con il mercato nero e con la criminalità organizzata.

La lotta alla droga non si fa con la caccia ai “ladri di merendine” – parole del procuratore capo della Direzione Nazionale Antimafia Roberti, in una recente audizione alla Commissione Antimafia, parlando degli spacciatori di piccole dosi di hashish e marijuana. E se questa palese verità venisse recepita, si verificherebbero molti meno casi di repressione gratuita. Tuttavia il problema è nel ventre scolastico: se non c’è dialogo e soprattutto fiducia tra chi dirige un istituto e la componente studentesca, non verrà mai intrapreso un processo di educazione e formazione.

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