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Duck Hee Lee, il tennis avvolto nel silenzio

Duck+Hee+Lee+Wimbledon+Day+8+VhRlFRLAjmBlIl tennis è fatto di tante storie. Storie di vittorie. Di rinascite. Di sconfitte. Federer ed i suoi record. I 9 Roland Garros di Nadal. La vittoria di Murray a Wimbledon dopo 77 anni dall’ultimo successo britannico. E’ poi ci sono le storie che commuovono. Quelle da ammirare. Da prendere ad esempio per i più giovani che si affacciano al mondo del tennis o che intendono praticare uno sport in generale. L’ultimo proviene da lontano e adesso è impegnata nel Challenger di Padova. E’ la storia di Duck Hee Lee, coreano classe 1998 di 17 anni. Una delle speranza dello sport tennistico asiatico che sulla scia delle Li Na e dei Nishikori sta prendendo il suo spazio nel panorama della racchetta mondiale. Lo guardi giocare noti un gran dritto e rovescio supportato da un fisico agile e scattante. Un bel talentino. Insomma il n. 260 del ranking ha i numero per apparire presto tra i migliori 100 del mondo accanto ad altri “ragazzi terribili” come Coric, Kokkinakis, Kyrgios e il connazionale Chung. C’e però una caratteristica che rende meravigliosa ed unica la storia di Lee. Il fatto di essere privo dell’udito dalla nascita. Un handicap che si porta dietro tutte le problematiche del caso in uno sport dove l’aspetto uditivo è fondamentale. Fondamentale come ascoltare come “esce” la palla dal piatto corde per esempio. Per capire se si è colpito bene o male, con la giusta forza. Lui questo riesce a capirlo attraverso le vibrazioni della racchetta. Una cosa non da poco. Meravigliosa. Questo handicap non ha fermato il talento di questo ragazzino che con il carattere dei grandi ha superiore ogni difficoltà senza mollare mai per raggiungere il suo obiettivo. Quello di essere un giocatore professionista. Non riesce a sentire le chiamate degli arbitri e ha bisogno spesso di supporto visivo per la conferma di una chiamata. Spesso quando “l’out” non è chiaro gioca fino a quando l’avversario non si ferma. Però fa viaggiare la palla. Eccome se lo fa. Gioca un tennis pieno di fantasia avvolto nel silenzio dove non ci sono incitamento o disturbi del pubblico. Nella concentrazione più totale che tanto è vitale di questo magico sport di antiche e nobili tradizioni. “A volte, non sentire ha i suoi vantaggi. Mi porta ad avere meno distrazioni”.

Una storia che ha raccolto decine di messaggi di supporto e ammirazione come quelli di Rafa Nadal che ha elogiato il giovane per “l’esempio di dedizione” che rappresenta. Non sappiamo se siamo davanti ad un nuovo campione, ma sicuramente siamo davanti ad un grande esempio da seguire. Per tennisti e non. Un esempio che fa bene allo sport. “Il mio sogno è diventare il n. 1 del mondo” afferma Lee. E noi ce lo auguriamo.

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Giacomo Corsetti

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