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Due di noi: in sala con Maccio Capatonda e Sergio Spaccavento

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Perugia, sabato 8 novembre, teatro Morlacchi. Siamo all’Immaginario Festival, un evento incentrato sulla trasformazione del linguaggio dall’epoca analogica a quella digitale e sulle differenze tra passato e futuro nella comunicazione.

È in questo contesto che si è tenuto lo spettacolo, in collaborazione con l’associazione ONLUS IPOIntervista a quei due sul palco: un incontro a tu per tu con Mr. Maccio Capatonda (pseudonimo di Marcello Macchia) e il suo compagno, Sergio Spaccavento.

10380701_10202640948336485_7791424226093261169_oBeh, non proprio compagno (Sergio è single ed eterosessuale), quanto più un amico di vecchia data. Maccio lo ha introdotto al pubblico così: «Stasera non sono solo. Ho un collega molto importante che mi segue da almeno un anno… No, in realtà mi segue da dieci anni… Sergio Spaccavento.”

Non tutto il pubblico sa che questi due esemplari di homo sapiens sapiens hanno cominciato insieme (ne avevo introdotto la carriera in questo articolo) e durante questa intervista hanno condiviso con noi la loro storia. Raro, rarissimo incontrarli insieme. Più raro di contrarre l’ebola. Così raro che volevo fargli un’intervista: un disponibilissimo Sergio Spaccavento aveva acconsentito a farla. Tuttavia, il contenuto del loro spettacolo era in sé un’intervista, e che vi devo dire: Maccio scordato di fa’ l’intervista, alla fine. Per fortuna che ci hanno pensato loro…

Così è cominciata la performance, se così posso definirla, di Maccio e Sergio. Ora, sappiamo tutti che Marcello è Maccio, ma anche Mario, Oscar Carogna, Mariottide, Ippolito Germer; e che Sergio è un amico, collaboratore, co-autore dell’universo seriale “Capatonda”. Quello che continuavo a domandarmi mentre li ascoltavo, però, era chi fossero davvero quei due tipi. Timidi forse, parecchio auto-ironici sicuramente,  ma soprattutto complementari. C’è molto più di un lavoro di squadra dietro ai loro personaggi; c’è la passione e la voglia di intrattenere le persone, una grande e decennale amicizia e un forte flusso no-stop di stima reciproca.

Osservandoli ho notato una cosa: non è necessario tirarsela quando si ha tanta visibilità mediatica. I due sono, infatti, tranquilli, a loro agio, popolari nel senso lato del termine. Due di noi. Ad avvallare questa teoria sono stati  Danilo, Daniele, un tizio che ha deciso di chiamarsi Bruno Liegibastonliegi (in tributo ad uno dei registi fittizi di Capatonda), Francesca e altri, tutti spettatori del pubblico scelti a caso per intervistarli. Nessun supponente giornalista famoso a inquisire il duo comico, solo genti comuni  che leggevano le domande, sapientemente e sadicamente premeditate da Spaccavento e proiettate sul background, dai temi più disparati (per lo più domande sul come si fa a far ridere la gente, senza farla usci(e)re indignatao su che cacchio sia la comicità). 

Per fare ridere bisogna, dice Maccio in modo abbastanza serio e credibile, avere cultura e poi togliersela: «Al giorno d’oggi abbiamo una cultura sporadica, costruita da sguardi fugaci su Wikipedia. Io ho un po’ di cultura. Per realizzare questi progetti, devo proprio togliermela». [Viva la Cultura con Maccio - VIDEO]

Sembra un concetto contraddittorio, in un certo senso assurdo; eppure «l’umorismo può salvarci, serve a non farci impazzire», ha aggiunto il suo collega. Ed è vero. Quando ridiamo, riusciamo a mettere da parte, per un attimo, i nostri problemi, le cose da fare, e ci estraniamo dal mondo circostante. Fare l’opposto di ciò che fa l’Italiano Medio, insomma. Chi è st’ Italiano medio, quindi?

«È chi ormai si è abituato a questo finto lusso, a questa semplicità di vita. Pensa di avere due cellulari, pensa di guardare solo la tv, è meno acculturato. Se ne frega di quello che è davvero importante».  Spaccavento

Come tutti saprete, la crew di Maccio ha lavorato negli ultimi mesi alle riprese del loro primo, vero film. [QUI IL TRAILER, ispirato ad una storia vera]

Schermata 2014-11-09 alle 17.32.12«Quello che abbiamo cercato di descrivere nel film è un italiano medio. Non vogliamo fare la ramanzina, noi che ci stiamo dentro con tutte le scarpe. È una storia personale che racconta una generazione  a cavallo tra due desideri: quello di cambiare il mondo e quello di fregarsene di chiunque. Anzi, io cambierei il titolo del film, lo chiamerei FilMaccio, che con Italiano Medio sembra che vogliamo fare satira»spiega ironicamente Capatonda.

Schermata 2014-11-10 alle 11.36.58Il film, prossimamente nelle sale del cinematografò, è il lungometraggio, molto più articolato, di uno dei trailer che andavano in onda su Mai dire Martedì, L’Italiano medioappunto: un uomo acculturato che scopre la gioia di essere ignorante attraverso l’uso di una pillolina  che fa sfruttare solo il 2% delle capacità intellettive. Un passo enorme, quello dei nostri eroi, che sono passati dal web alla Tv,  dalla tv al Web alla Radio, dalla Radio alla Tv  e dalla Tv al grande schermo. Hanno dovuto seguire un processo di adattamento del linguaggio, che non significa meno stronzate, inerente al canale di distribuzione dei loro sketch. Detto in maniera semplice: si sono trovati dei modi per far ridere pur non avendo sempre la telecamera a disposizione, ogni volta con risultati da Golden Goal.

I loro video non sono stati sempre in alta qualità. I primi tempi era Herbert Ballerina (Luigi Luciano) a occuparsi delle riprese, o almeno ci provava, ha rivelato Maccio in tono sarcastico. Poi, col tempo, la popolarità delle serie-non-serie della cricca ha permesso loro di realizzare i video con mezzi più raffinati. Ecco. Non tutti hanno una go-pro a portata di mano, né una macchina da presa mastodontica e super tecnologica, immagino. Quasi quasi mi cimento anche io, in fondo che ci vuole?

Potresti essere tu, sì, tu che leggi, il prossimo autore di qualcosa di così stupido, ma accuratamente pensato e progettato, che possa abbindolare la gente!!! Prendi il tuo telefonino da due euri e gira un video malissimo che faccia sentire accomunata la gente meno sveglia!

1458450_10152764710492347_4530861492751895279_nNo, scherzi a Mario (cit.), per far ridere basta far leva su quelli che potrebbero essere gli interessi del pubblico, come hanno fatto, per esempio, i The Pills,  un gruppo di comici romani che si cimenta in sketch e web-serie a sfondo, appunto, umoristico, anche loro ospiti della serata. Hanno dato il cambio al duo CapaVento, proiettando alcuni dei loro video (della serie #ammèchemmenefregammè).

In definitiva, non importa tanto la qualità con cui trasmettiamo il contenuto comico, come dimostra la seconda stagione di Mario mai andata in onda perché girata in VHS e riassunta poi nella Terza.

L’importante è l’alta qualità delle idee.

E questi due, ragazzi, pensano in HD.

Per le foto si ringraziano Immaginario.tv.

Lucetta Dominijanni

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