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Editoria musicale: musica di carta al Pisa Book Festival 2015

Editoria musicale: la musica può essere letta, così come la letteratura può essere ascoltata. Può risultare paradossale andare a cercare musica lì dove invece regna la parola scritta, ma la tentazione era forte e la curiosità di sapere in che stato versa l’editoria musicale italiana davvero tanta. Il Pisa Book Festival, inaugurato ieri presso il Palazzo dei Congressi a Pisa, è stato il “territorio di caccia” dove andare a stanare le tracce che la musica ha disseminato lungo i 145 stand di questa tredicesima edizione, dedicata, come di consueto, all’editoria indipendente.

editoria musicaleL’editoria musicale non è trascurata in questa edizione del Pisa Book Festival: bastano poche occhiate ai primi tavoli, grazie anche all’affluenza poco esagerata durante questa prima giornata, per accorgersi della presenza di alcuni titoli dedicati alla musica. Editori come Stampa Alternativa, Il Foglio Letterario, Edizioni Curci, Ets, SUR e tanti altri propongono saggi, biografie, monografie, dizionari ed anche romanzi e racconti che testimoniano come la piccola editoria sia molto interessata alla musica, alla sua diffusione nazionale e all’interazione con altre arti, come ad esempio cinema e letteratura, colmando di fatto una lacuna alla quale le grosse case editrici a volte non sono interessate. Andiamo a curiosare allora fra i numerosi stand delle case editrici per vedere cosa hanno da proporre nell’ambito dell’editoria musicale (invitandovi anche ad ascoltare l’intervista per avere un’idea più chiara di che cosa possa essere l’editoria musicale in Italia dalla viva voce degli interessati)

 Che uno scritto sia incentrato su un artista o un genere musicale in particolare, o che tratti la musica da un punto di vista filosofico (magari declinato in senso pop, come fa la Pop filosofia, ultimamente molto in voga), il Pisa Book Festival saprà accontentare numerosi lettori/ascoltatori grazie alla sua varietà, sicuramente il tratto più peculiare che accomuna un po’ tutti gli editori di questa edizione.

La casa editrice Mimesis, specializzata in testi di stampo umanistico ma con un taglio trasversale e aperto, rappresenta, fra quelli presenti al festival, l’editore più attento a tematiche legate alla pop culture e quindi anche alla musica: emblematico è “Filosofia e popular music”, testo che analizza in che modo la musica pop (in senso ampio, quindi rock, rap, folk e altri generi) e i suoi protagonisti abbiano influenzato la società, compresa anche la stessa filosofia. “Pink Freud” e “Vasco, il male” sono chiari esempi, sin dai titoli, di come la musica pop sia ormai imprescindibile per le scienze umanistiche: il primo analizzando la canzone d’autore attraverso la psicanalisi, il secondo cercando di capire l’impatto che un’icona come Vasco Rossi ha sulla società italiana, nel bene e nel male.

Continuando a girare fra gli stand, si può notare che i libri dedicati al jazz e ai suoi musicisti sono molto presenti, forse quasi in prevalenza rispetto ad altri generi come il rock e affini. Minimum Fax attira l’attenzione, oltre che per le dimensioni dello stand, anche per le caratteristiche copertine colorate, semplici ed eleganti, quasi in contrasto con le espressioni assorte, accigliate o sornione di John Coltrane, Duke Ellington, Miles Davis, Herbie Hancock e Charles Mingus: le loro biografie vanno dalle trecento alle seicento pagine (quella di Monk arriva a ottocento pagine) e sono fra le più accurate e complete in circolazione.
editoria musicaleIl jazz lo ritroviamo anche presso l’editore Odoya, con due testi pubblicati quest’anno: “Ascension – Vita e musiche di John Coltrane” e lo storico volume degli anni settanta “Il libro del jazz”, bibbia comprendente tutti gli stili di questa musica. La casa editrice bolognese risulta essere sempre una tappa obbligata per gli appassionati di musica (e non), grazie ad un catalogo che spazia fra tantissimi generi: dal punk, grunge, funk, cantautorato, sino ai rapporti fra musica e controcultura. Per gli appassionati di blues, “Angeli perduti del Mississipi” può essere un ottimo modo per conoscere la storia sociale di questo genere; o ancora, “Le biciclette bianche”, scritto da Joe Boyd, produttore di Pink Floyd e Nick Drake, e “Manchester 1977-1996″ sono due spaccati rispettivamente degli anni sessanta più psichedelici e della scena musicale di Manchester segnata dai Buzzcocks, passando dai New Order, Smiths e altri, sino al britpop degli Oasis. A dicembre verranno pubblicati un’interessante autobiografia di Vivian Westwood e “The Space is the place”, volume su Sun Ra e il free jazz. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.
Per chi volesse concentrarsi all’approfondimento di alcuni dei personaggi che hanno segnato il novecento nei più svariati campi, la collana “Sorbonne” dell’editore fiorentino Clichy (ma ispirato alla cultura francese, tanto da chiamare ogni collana con il nome di un luogo di Parigi) offre dei piccoli ma curati saggi in continuo aggiornamento. Fra i volumi dedicati a Pasolini, Fante, Moana Pozzi, Duchamp e altri, a rappresentare la musica, almeno per ora, c’è “Lou Reed – Il lato selvaggio della vita”, scritto in maniera molto viva, concentrandosi sulla figura umana oltre che artistica del musicista americano.

Finora si è rischiata una grossa indigestione di titoli, ma per fortuna a farci respirare fra tutti questi saggi e pesanti biografie ci pensa Sagoma Editrice, piccola ma interessantissima realtà editoriale interamente dedicata alla comicità e allo humor. La casa editrice pubblica le biografie dei principali comici internazionali, da John Belushi a Marty Feldman, dai Monthy Python ai personaggi che hanno fatto la storia del Saturday Night Live. Cosa c’entra la musica in tutto ciò? Bè, se il nome di Belushi non vi haeditoria musicale già fatto rizzare le orecchie (forse vi dirà di più il nome dei Blues Brothers), allora vuol dire che avete la mente bruciata proprio come quella di Tom Davis raccontata nelle sue “Memorie di una mente bruciata”. Il lato più irriverente degli anni sessanta, vissuto in prima persona fra hippie, trip lisergici, freak, sesso e musica (psichedelica, naturalmente, visto che Davis è stato grande amico di Jerry Garcia dei Grateful Dead) è raccontato con dovizia di particolari e ironia. Sagoma Editrice, con questo testo, si è rivelata essere, nell’ambito dell’editoria musicale, una delle case editrici più interessanti del Pisa Book Festival.

Prima di concludere questo giro musicale/letterario, è doveroso segnalare quelle realtà editoriali che fra le loro pubblicazioni hanno inserito romanzi e racconti che si ispirano alla musica, che sia un genere, un artista o anche solo un brano in particolare. È interessante notare come, da questo punto di vista, i generi che più hanno ispirato gli scrittori siano il jazz e il rock più oscuro e decadente, come la darkwave e il gothic rock, adatti a descrivere storie tragiche e dai toni intimisti. “Diurno Imperfetto”, romanzo di Matteo Bertone edito da Nero Press ne è un ottimo esempio: la trama, che mischia thriller e soprannaturale, è suddivisa in capitoli che prendono il nome dai gruppi più rappresentativi dell’alternative degli anni ottanta, come Death In June, Killing Joke, Bauhaus e altri (per chi fosse interessato, l’autore sarà presente dalle 13.00 presso la Sala Blu).
Le soffuse e romantiche atmosfere jazzistiche fanno da sfondo ad un altro romanzo molto particolare uscito per Giulio Perrone Editore: “Miles e Juliette” di Walter Mauro vede protagonista il grande trombettista jazz diviso fra l’amore per la sua donna e la musica. Della stessa collana del romanzo, “Biotòn”, fanno parte anche le biografie su Maria CallasJohn Lennon, “Imagine This”, quest’ultima scritta da un inedito punto di vista: lo stretto legame fra il musicista inglese e sua madre.
Per i giovani lettori che cercano un buon libro d’avventura è da segnalare “War For Peace”, scritto da Walter Corda ed edito da Ensemble Edizioni, casa editrice dal respiro internazionale: ambientato nel futuro, i sei giovani protagonisti si difendono da un potente nemico grazie alla musica e ai poteri che essa dona a loro.
editoria musicale Non è solo la musica ad ispirare la letteratura, ma può accadere anche il contrario. È successo infatti a Syd Barrett che per il pezzo “Golden Hair” ha preso spunta da una poesia di Joyce presente nella raccolta giovanile “Musica da Camera”. Ibiskos Editrice Risolo, casa editrice toscana, ha pubblicato quest’anno un’edizione molto curata di “Chamber Music” (questo il titolo originale dell’opera di Joyce) che permette di scoprire (o riscoprire) uno dei capolavori letterari dell’autore irlandese, ispiratosi a sua volta ad alcuni pezzi della musica tradizionale iraniana.

Anche per la sua tredicesima edizione il Pisa Book Festival ha riservato un’ottima e vasta scelta per quanto riguarda l’editoria musicale. La manifestazione pisana è di certo la testimonianza che le case editrici che trattano la musica, ognuna da un punto di vista diverso, non mancano.

Ad ulteriore prova di ciò, vi presentiamo una breve intervista fatta a cinque editori che spiegano qual’è la loro “mission” all’interno del vasto mondo dell’editoria musicale italiana, consigliando magari anche qualche buon titolo da leggere. Anche se non dotati degli stessi mezzi delle case editrici più grosse e blasonate, la professionalità è ugualmente alta, per non parlare della passione, primo motore e fine di tutto nell’editoria più underground.

 

Infine, dopo aver parlato (e letto) di editoria musicale, una playlist con alcuni brani era d’obbligo; potrebbe farvi compagnia mentre vi aggirate fra gli stand del festival in cerca di un buon libro.
Dopo ogni lettura sulla musica, l’ascolto, da quel momento in poi, non risulterà lo stesso di prima: si spera più ricco e consapevole.
Buona lettura e buon ascolto.

Foto di Erika Micheletti

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