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Elli de Mon, Superorganism & more | Demography #319

Non è lunedì senza una playlist di Demography. Questa volta ci manteniamo su due linee, una più chitarrosa e una un po’ meno. Da Elli De Mon ai Superorganism, passando per Lee Ranaldo, Elis Noa e tanti altri.

Iniziamo subito il nostro percorso con le chitarre. Il 16 novembre è uscito il nuovo lavoro di Elli De Mon, Songs Of Mercy And Desire. È il terzo full-length per la cantautrice che ha condiviso il palco tra gli altri con The Jon Spencer Blues Explosion. È un gioiello blues, fatto di slide guitar selvaggia e potente, ma anche di ballads intime, e segna un ritorno alle radici, come spiega la stessa Elli De Mon: “E alla fine sono tornata a casa. Il mio nuovo disco è una ricerca delle radici da cui tutto è partito. ‘Songs of Mercy and Desire’ parla di questo, di evoluzione, di cambiamento e di accettazione, di resilienza e di riscatto. È un disco autobiografico, che racconta i luoghi dove sono nata e cresciuta. Radici legate alla mia storia personale quindi, ma anche musicale.
Le canzoni sono nate infatti attraverso i suoni minimali della chitarra acustica e della mia amata Weissenborn, che ho riscoperto e rispolverato. Il suono acustico e intimo riflette anche il periodo particolare in cui ho scritto e registrato le canzoni, ossia la mia gravidanza. Le sferzate slide dei dischi precedenti ci sono anche qui, ma questa volta ho voluto lasciare spazio anche a ballads più intime, scritte cullando la mia pancia.
Una chitarra blues frenetica, una voce che segue i giri vorticosi dello strumento a corde che la fa da padrone, nel disco della one woman band, Elli De Mon. Tanto blues, come si è già detto, ma anche tante atmosfere anni ’90, come in Elegy, brano che riprende un po’ il modo di cantare di PJ Harvey senza imitarla.
Il nuovo disco di Elli De Mon è viscerale, allo stesso tempo raffinato, curato nel dettaglio, prende l’ascoltatore per lo stomaco, si insinua dentro con irruenza, lasciandoci deliziati da quest’invasione improvvisa.

Elli De Mon

Elli De Mon

Restiamo sempre sulle influenze blues della nostra playlist. Dopo Elli De Mon, è la volta della chitarra di Bonifacio Madeyes e della sua voce graffiante. Anticipazione dell’album che uscirà a gennaio 2019 con il titolo di Zero Over Zero, è il singolo Very Natural. Il brano è accompagnato da un video girato da Erika Errante: un uomo, interpretato da Toni Pandolfo, vive come un eremita fra i boschi ossesisonato dal sogno di una ragazza che appartiene al passato.
La vede ovunque e non riesce ad accettare di averla persa.
In preda al delirio, si abbandona a una danza tra gli alberi folle e solitaria fino a quando lo stesso bosco assume tonalità innaturali e psichedeliche.
Suggestivo il video certo, suggestivo anche il brano di Bonifacio Madeyes, che ci trascina in ambientazioni fuori dall’ordinarietà urbana alla quale siamo abituati. Non ci resta che aspettare l’uscita dell’album per Ultra Sound Records.

Abbandoniamo le chitarre, filone iniziato da Elli De Mon, e andiamo a tuffarci negli ultimi brani della playlist di oggi, dove incontriamo Elis Noa e Wild Wild Waves.
Five è il nuovo brano di Elis Noa, band viennese, un singolo che cerca di ritardare il freddo invernale che sembra attenderci all’angolo. Si parla di relazioni, di una in particolare ormai stantia, senza stimoli, e il bivio è sempre lo stesso: rendere la fine graduale e sopportabile o cedere al fascino di un taglio netto e irresistibile? Nell’elettro-pop della band compaiono i synth, immancabili, e tutto l’arrangiamento ha un solo scopo, non rendere il brano stagnante, vecchio. Il risultato è una canzone pop, fresca e leggera in cui padroneggia la bella voce della cantante Elisa Godino.
Finiamo la nostra carrellata del lunedì a Lione, con i Wild Wild Waves, band formata da Keyja, Koji e Ssokaa. Il loro è come per gli Elis Noa, un pop fresco, più sognante e vaporoso, colorato, che dà immediatamente l’idea di essere altrove.

Wild Wild Waves

Wild Wild Waves

Grazia Pacileo 

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