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Erri De Luca e Gianluca Buonanno: armi diverse

Erri De Luca in aula

Erri De Luca è stato assolto il 19 Ottobre dall’accusa d’istigazione a delinquere lanciata da Ltf – Lyon Turin Ferroviaire S.A.S., società italo-francese che gestisce il progetto di creazione del treno ad alta velocità e che dovrebbe collegare appunto Lione e Torino. Nel 2013 lo scrittore napoletano si era espresso chiaramente: ”La Tav va sabotata” e in men che non si dica è scattata la denuncia. Sdegno, rabbia e frustrazione: in questi termini hanno preso le difese dello scrittore molti intellettuali europei e non solo, i quali – 65 in tutto – hanno firmato una petizione a suo sostegno.

In aula, prima della sentenza De Luca aveva letto delle dichiarazioni spontanee ribadendo fermamente: ”Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’acqua e dell’aria”. E ancora: ”Sabotare, verbo nobile e democratico pronunciato e praticato da Gandhi e Mandela con enormi risultati politici”.

Nel mio piccolo non posso che confermare quanto già è stato detto e ripetuto: l’inviolabilità del valore e del diritto alla libertà d’espressione sono sacrosante. Erri De Luca si è espresso, a mia opinione, più che come intellettuale semplicemente come un cittadino portavoce d’istanze più grandi: la difesa dell’ambiente e della salute dell’uomo non possono e non devono essere compromesse da un marchingegno il cui costo è superiore alle capacità economiche (sulle quali potremmo aprire un altro dibattito) dello Stato.

”Si formano parole di rivolta che accecano più di questo vento” scrisse De Luca in Tu, mio; riflettendoci non ho potuto non ricordare le celeberrime parole che De Gaulle sguainò lapidario contro tutti coloro che sostenevano l’incarcerazione di Jean Paul Sartre (macchiato di ”disobbedienza civile”): ”Non si imprigiona Voltaire”.

Che sia Voltaire, Sartre o Erri De Luca non c’è calunnia che tenga: vietato imbavagliare la libertà di pensiero e d’espressione… Ma ecco che spunta fuori lui:

Gianluca Buonanno in collegamento con Sky Tg 24

photo by ilgiornale.it

I più si sono chiesti chi sia: il Robocop della situazione è Gianluca Buonanno, europarlamentare e sindaco saldamente ancorato tra i ranghi della Lega Nord, il quale sulla scia del dibattito circa il possesso di armi per difesa personale (dibattito riaperto dopo la vicenda in Vaprio d’Adda) ha sfruttato la succulenta occasione per sfoggiare una pistola, ”non carica” come ha tenuto prontamente a precisare, rimarcando anche le sue posizioni traboccanti di umanità: ”è meglio che il cimitero si riempia di delinquenti piuttosto che a pagare siano sempre i cittadini”.

Perché allineo due vicende così cronologicamente vicine eppure così lontane? Lessi un articolo provocatorio sull’ Huffington Post che paragonava le due situazioni e, inutile che lo neghi, le riflessioni a posteriori mi provocarono i brividi. Quanto deve essere marcio, patetico e stantio un sistema in cui un intellettuale, uno scrittore e un attivista viene accusato d’istigazione a delinquere per una parola (il verbo ”sabotare”, sul cui significato invito tutti a dare qui un’occhiata e qui) mentre un europarlamentare sventola un’arma in circostanze del tutto inopportune e con una nonchalance davvero impeccabile?

Paradossalmente su quest’ultimo fatto le voci e le contestazioni non sembrano essere state così assordanti come quelle che hanno seguìto l’accusa e poi l’assoluzione di Erri De Luca. Per quanto il tentativo d’incarcerare De Luca sia stato vergognoso e l’assoluzione corretta, credo ci sia un abuso di libertà che di questi tempi si sta prendendo la classe politica ormai inevitabilmente elevata a casta intoccabile.

Perché oggi non manca la libertà, purtroppo mancano uomini liberi, uomini che davvero desiderano esserlo. Molti, invece, cercano e anzi ”si augurano solo un padrone giusto” scriveva probabilmente amareggiato Sallustio.

Chi è interessato può ascoltare e vedere la dichiarazione spontanea di Erri De Luca prima della sentenza QUI, chi invece vuole gustarsi Buonanno che impersona un pistolero clicchi QUI.

Maria Vittoria Giardinelli

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