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F.Ind.Aut. : autoproduzione e fumetto – Nerdeco #48

L’autoproduzione incontra il fumetto e si espone al Leningrad Cafè

F.Ind.Aut. ricorda l’inglese find out, ovvero scoprire. É una scoperta in effetti, quella di Fumetti Indipendenti Autoprodotti, la mostra (organizzata dall’associazione studentesca Filiforme) inserita nell’ambito del festival Voci Civili, che coinvolgerà fino al primo dicembre diverse realtà pisane operanti nell’ambito dell’ autoproduzione. Proprio di autoproduzione si è parlato durante la serata d’inaugurazione, che ha visto un Leningrad Cafè colmo di persone pronte a intervenire per dire la loro su questo campo dell’editoria incredibilmente brulicante e vivo. Un sabato sera insolito, trascorso in compagnia di artisti del settore (capitanati da Aka B) e di curiosi, che hanno formato una vera e propria tavola rotonda in cui l’unica regola implicita era la libertà di parola, la stessa che diventa un’esigenza per chi sceglie di operare in questo campo.

autoproduzione (1)

Gli spazi dedicati all’ autoproduzione oggi sono numerosi in Italia (una terra che si è sempre distinta per la ricerca sperimentale in ambito fumettistico) e vanno dalle pubblicazioni sul web alle fanzine esposte sui banchetti dei festival (un esempio noto è il BORDA!Fest, che ogni anno affianca Lucca Comics & Games). L’elemento che accomuna tutte le esperienze dell’underground è la cooperazione. Come è stato ricordato durante la serata, “L’autorialità si perde in favore del gruppo”. Non esiste progetto che non possa essere realizzato: servono buona volontà e tanto olio di gomito (nello specifico, tutto quello che può essere impiegato per ideare, produrre, diffondere e distribuire la propria opera), ma si guadagnano scambi di idee, esperienze, relazioni e – perché no? – contatti. Ora che anche le grandi case editrici fanno l’occhiolino alle realtà minori (è del 2016 Tre Passi nel Delirio, il Dylan Dog interpretato da Ausonia, Marco Galli e lo stesso Aka B, ma la lista è lunga) per moltissimi l’ autoproduzione diventa un trampolino di lancio, oltre all’occasione di portare il frutto di notti insonni al di fuori della propria cameretta. E c’è chi, comunque, decide di restare underground, perché scegliere l’ autoproduzione significa abbracciare la vertigine della libertà e farne occasione di crescita.

autoproduzione

Matteo Bruno (associazione Filiforme) presenta Aka B

Ne abbiamo parlato con Giuseppe Scavone, uno degli organizzatori della serata, e con Carlo Carzai, del collettivo RONIN e Be my editor:

Gaia Barillà per Nerdeco

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