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Form Follows – BowLand – Matriàl | Demography #195

Demography sempre sul pezzo! Oggi vi proponiamo tre band, di cui due escono oggi con il loro primo album. Nel numero 195 ci sono Form Follows, BowLand e Matriàl.

Form Follows è un duo nato a Livorno nell’inverno 2015, creato delle menti di Filippo Conti e Fabio Saggese. La band, che ha all’attivo tre EP completamente autoprodotti, esce oggi con il primo LP, Morfosi prodotto ad agosto al 360 Music Factory insieme a Andrea Pachetti. Il disco d’esordio dei Form Follows è stato realizzato anche grazie a un’ottima campagna di crowfunding su Musicraiser, che nel giro di un mese ha dato risultati più che positivi.
I nove brani di Morfosi sono stati concepiti dai Form Follows partendo da un’idea ritmica o armonica e seguendo la sua evoluzione in un insieme di costanti e variabili che rispecchiano queste sensazioni. Come risultato, la tracklist del disco dei Form Follows è una fusione di campionamenti, strumenti a corde, batterie e percussioni rielaborate insieme all’elettronica e alla sintesi digitale. Attraverso i suoni e gli arrangiamenti, le canzoni dei Form Follows descrivono differenti aspetti dell’evoluzione personale: l’adattarsi alla crescita, le migrazioni, i cambiamenti. Morfosi è un disco pieno di suggestioni, che parte dall’idea che c’è alla base del progetto Form Follows, ovvero unire sonorità acustiche all’elettronica e far interagire la musica con l’ambiente circostante. Un esempio lampante è ad esempio la traccia d’apertura, Rise, che ha il compito di far entrare l’ascoltatore in un mondo di sonorità che si evolvono in continuazione e si tingono di diversi colori per tutta la durata del disco. Il marchio di fabbrica dei Form Follows sembra proprio quello di riuscire a mantenere l’attenzione alta, con pezzi che al loro interno si arricchiscono sempre di nuovi elementi, portando a compimento quella morfosi a cui allude il titolo dell’album.
Il disco vanta inoltre due collaborazioni, quella con Elena Fiorini (Hymenia) e un’altra con Matteo D’Angelo, chitarrista dei Siberia, ospite, in veste di cantante, del singolo che ha anticipato l’album dei Form Follows, N.O.E., che è anche il pezzo che vi faremo ascoltare.
Insomma i Form Follows hanno fatto un ottimo disco d’esordio e se non ci credete, pisani e limitrofi, stasera potete farvi un’idea voi con il live del duo (link evento).

Dentro al progetto BowLand ci sono molte cose: l’amicizia, l’Oriente, tante influenze musicali e un disco appena uscito che racchiude tutto quanto. All’interno ci sono Saeed e Pejman nati in Iran, che si conoscono alle elementari e si ritrovano a Firenze per studiare architettura, e Lei Low, grafica, che arriva dopo, regalando al gruppo una voce morbida e artwork sognanti. Il punto di arrivo (e di partenza) è il primo album di BowLand, Floating Trip, uscito oggi e realizzato grazie al contributo di Toscana100Band.
I pezzi contenuti in questo album sognante sono pezzi davvero home-made, pensati e costruiti fra le mura di un domestico condiviso, che è sinergia, fatto di turni per lavare i piatti, ma dall’acqua che scorre nascono idee, una base o un sottofondo, si campiona, si registra, si improvvisano melodie con uno strumento, ci si arrangia la voce e qualcosa lentamente nasce. Musica elettronica che risente tantissimo di background personali, che includono ascolti di Nicolas Jaar, delle Cocorosie, Portishead, ma che rinascono in modo nuovo, integrando strumenti acustici ed elettroacustici con una paletta sonora che unisce analogico e digitale in uno stesso progetto.
La voce femminile ha la stessa capacità della musica di regalare sensazioni, grazie a una particolare inflessione che ricorda in alcuni momenti voci della black music, e in altri quelle calde del trip hop. Il viaggio musicale di BowLand parte dalle origini orientali cariche di suggestioni esotiche, contaminando l’Occidente in cui il trio iran-italiano vive oggi.
BowLand in persiano significa “alto”, ed è un’ascesi, una terra sognata e sognante dove i tre ragazzi sono arrivati senza pianificarlo. Quella terra gli è piaciuta e Floating Trip è il desiderio di esplorarla. Desiderio condiviso dopo il primo ascolto.

Concludiamo questo numero con un nuovo singolo. Più veloci è il nuovo brano di Matriàl, uscito martedì 18 aprile. Matriàl è un band di Chioggia, che vede coinvolti il cantante Mattia Campanaro, il chitarrista Alessandro Donin, il tastierista e synth-man Riccardo Trevisan e il rapper Cris the Real aka Cristiano Veronese. Le produzioni dei brani inediti sono di matrice pop, contaminata da rock, elettronica e hip hop e vogliono essere un continuo andirivieni tra passato e presente, con bassi anni ’70, piano wurlitzer e rhode di Riccardo, raffinate chitarre acustiche ed elettriche con arrangiamenti orchestrali di Alessandro mescolate a drum machine e synth di ultima generazione. Più Veloci è esattamente quel genere di brano che ha la forza di entrare in testa e di abbandonarla dopo molto tempo, sia grazie al  flow chiaro, diretto di Cris the Real, e alla voce di Mattia Campanaro che gli costruisce un contorno facilmente memorizzabile e squisitamente pop. Il tutto crea un sound fresco ed orecchiabile ed internazionale, ma anche italiano. Lo scopo della band è quello di arrivare con semplicità e genuinità ad ogni cuore, cercando di sensibilizzare indistintamente, facendo riflettere su quelli che sono i valori davvero importanti, forse ormai in via d’estinzione.
Più Veloci parla della distanza, quando per cause di forza maggiore ci impedisce di toccare e di vedere la persona che amiamo, realizziamo con ancora più forza che la persona che manca è presente in ogni gesto, in ogni istante. Il pensiero può essere più potente di qualsiasi altra cosa, e diventa connessione tra due anime distanti. Il tema, insieme a tutto il resto, è un altro punto a vantaggio della band che debutta con una nuova formazione. Crea empatia, e lo fa in modo raffinato con una melodia raffinata e mai banale.
Vi lasciamo con il video-clip dei Matriàl, diretto da Andrea Storchi.

Grazia Pacileo

 

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