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Speciale interviste Demography: Capibara e Ioshi al Fosfeni

FosfeniQuest’anno il Fosfeni giunge all’undicesima edizione e decide di concentrare tutta la sua attenzione sulla nuova scena elettronica italiana, ospitato dal Cinema Lumiere questo venerdì sarà la volta di Capibara e Ioshi artisti dell’etichetta White Forest ed ovviamente Demography non poteva lasciarsi scappare l’occasione per strappare un’intervista doppia.

-Dove nasce questo progetto?

CAPIBARA
Dal nulla, per curiosità e voglia di vedere cosa uscisse fuori.

IOSHI
nasce da un’esigenza espressiva.

-Dacci due coordinate, quanto tempo è che suoni?

CAPIBARA
Credo di aver fatto la stessa carriera musicale di molti ragazzini: un anno di quello, due anni di quell’altro, quell’altra cosa ancora da solo, ecc…. Mentre Capibara è nato realtivamente da poco calcolando che “Roxanne EP” è uscito nel febbraio/marzo 2013

-Come inizia il processo creativo?

CAPIBARA
Da un’intuizione, un’idea, un suono sentito per strada o storpiando una canzone pop. In qualsiasi modo

IOSHI
Nelle maniere più inaspettate. Di solito è proprio quando dici “ok oggi mi metto” che non combini proprio nulla.. lasciare libero il tuo canale espressivo senza vincoli di nessuna sorta può essere uno dei tanti inizi.

-E dove vorresti arrivare?

CAPIBARA
Essere ricco quanto Jordan Belfort

IOSHI
Personalmente concepisco questa cosa come un impegno di vita. La vita è una via, non si arriva mai, la via si percorre.

-Il panorama indipendente elettronico soffre un po’ rispetto agli altri generi in voga ora nella penisola?

CAPIBARA
A livello di qualità e di numeri di producer, organizzatori eventi, ecc… no, ma a livello di pubblico purtroppo si. manca la cultura del nuovo…anzi manca la cultura in generale.

IOSHI
Sono un newbie di questa scena, ho sempre sguazzato nello stagno del reggae con Mellow Mood e dell’indipendente con La Tempesta. Quello che però posso dire è che come ogni panorama indipendente non soffre, semplicemente ha le sue dinamiche.

-Altri artisti con cui iniziare nuovi progetti o collaborazioni?

CAPIBARA
Eh sto pieno di artisti e progetti con cui collaborare, quello che sto facendo proprio or ora per “Gonzo” ma naturalmente non posso anticipare nulla

IOSHI
Capibara sicuramente!!!!!!

-Hai già un percorso preciso in mente?

CAPIBARA
Assolutamente no, ma in generale…proprio nella vita.

IOSHI
Go with the flow!

-Dopo il grande successo mondiale della musica elettronica negli ulltimi anni, com’è fare musica elettronica in Italia?

CAPIBARA
Distruttivo mentalmente e fisicamente. Però ne vale la pena.

IOSHI
Credo che, nonostante tutte le problematiche che si possono riscontrare nel fare (non solo) elettronica in Italia, ci sia il mondo indipendente che è quella cosa che ti permette di ritagliare un’isola felice dove c’è una sorta di autogestione ed è per quello che oggi come oggi credo che la vera musica in Italia sia solo ed esclusivamente quella indipendente che non ha nulla da invidiare a quella estera, è solo più giovane e per questo ha davanti a se i migliori anni!

-Che cosa pensi della diffusione in forma digitale della musica attraverso Internet come Spotify? Sei legato ai vecchi supporti come Cd e Vinili e pensi che ci sia ancora un posto per loro? E soprattutto hanno ancora senso?

CAPIBARA
Se partiamo dal presupposto che la maggior parte delle persone ascoltano la musica avendola scaricata dai video di youtube, direi che purtroppo c’è ancora spazio per tutto. Naturalmente spero che i vinili non finiscano mai e che magari un giorno rimangano solo loro.

IOSHI
Non credo sia un problema di supporto. Un supporto è un supporto con tutti i suoi pro e contro e questa discussione serve solo ed esclusivamente a creare fazioni di haters e puristi che si scannano perché spotify è merda e il vinile e bello ma il ciddì non so è una mezza via che boh ecc…
Con questa cosa si perde di vista la questione più importante: la musica.

-La musica elettronica non è necessariamente prigioniera degli strumenti, quali sono le tue attrezzature? Fronte Analogico o Digitale?

CAPIBARA
Tutto quella che emetta un suono: bontempi scrause anni 90, fogli di carta, gente che urla dalla finestra….qualsiasi cosa suoni. che poi sia digitale o analogico interessa fino ad un certo punto. se una cosa è fatta bene ed è bella può essere registrata per me anche solo con microfono e una palma.

IOSHI
Mi ritengo fortunato perché di mio lavoro solo sul digitale, controllers ecc… Poi passo tutto a Paolo Baldini che ha un set up più analogico. Diciamo che c’è equilibrio.

-Pensi che i Social Network siano il veleno o la cura della diffusione musicale di qualità?

CAPIBARA
Entrambe

IOSHI
Stesso discorso di prima, è una discussione che non porta a nulla. Ci sono pro e contro come in ogni cosa.
fosfeni
fosfeni

La redazione di Demography

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