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Giorgieness – The Giornalisti – Skunk Anansie – Demography #131

Finalmente è arrivata l’estate anche a Pisa, finalmente possiamo lamentarci di quanto sia frustrante studiare con questo caldo, e puntualmente possiamo chiudere tutto per qualche minuto e leggere (e ascoltare, ovvio) Demography! Dalla musica italiana con i singoli di Giorgieness e The Giornalisti, a una band, Skunk Anansie, che in Italia torna spesso e volentieri. Pronti? Si… ATTACCA!

Partiamo subito con una band giovane, ma che vanta già partecipazione di un certo livello. I Giorgieness arrivano dalla vetrina di MTV Generation, e sono formati dalla cantautrice Giorgie D’Eraclea, Davide Lasala, Andrea De Poi e Lou Capozzi. A gennaio finiscono di registrare in analogico l’album La Giusta Distanza, da cui è tratto l’ultimo singolo Io Torno a Casa. Il brano è fresco, graffia come una canzone che ha intenti rock dovrebbe fare. Quello che risalta subito è l’origine autobiografica del testo: è facile capire che le parole derivano da una condizione reale, da situazioni e sentimenti realmente esistiti, e soprattutto si nota tanto l’esigenza della voce dei Giorgieness di cantare la sua vita, quasi fosse un’urgenza. Non è certo la prima volta che si attribuisce alla musica un valore terapeutico, e anche per i Giorgieness sembra essere così. Questa forte necessità di comunicare attraverso le parole e un sound che vuole risultare rude ma non improvvisato, mi ha fatto pensare a una somiglianza tra le canzoni dei Giorgieness con il primo disco di un’altra artista italiana, Maria Antonietta. Le differenze però ci sono, e una su tutte è evidente: la voce dei Giorgieness è più pulita e con una maggiore estensione. In definitiva il singolo non è male, funziona, così come la band, che dà l’impressione di fare una figura addirittura migliore dal vivo. Potremmo chiedere a Shirley Manson cosa ne pensa, perché si, questi ragazzi hanno aperto il concerto dei Garbage al Fabrique di Milano lo scorso 8 giugno. Niente male i Giorgieness, vero?

Restiamo sempre in patria per parlare del singolo pubblicato pochi giorni fa da una delle realtà ormai più consolidate della cosiddetta scena romana. Il tuo maglione mio dei Thegiornalisti è candidato a gareggiare con l’eventuale canzone latina per il titolo di tormentone estivo 2016. Da premettere che il nuovo indie italiano sta diventando un po’ ripetitivo (la parte parlata della canzone mi ricorda tanto Lodo Guenzi), questo singolo non porta niente di nuovo, e rispetto ad altri risulta “decostruito”. Non ci sono sonorità ricercate, ma il testo è immediato, perfetto per raggiungere un pubblico che non dev’essere per forza il solito, la curva hipster per intenderci. Abbiamo trovato il ritornello martellante che ci farà cantare fino a settembre “non capisco niente quando indossi cose grandi”, e finita l’estate chissà se sopravviverà.

Gli Skunk Anansie sono tornati ormai da un po’ di tempo sulle scene, con pezzi come al solito carichi, costruiti in modo che la voce di Skin possa emergere in tutta la sua forza. Il 2016 è iniziato con l’uscita del nuovo album Anarchytecture, pubblicato dalla Ear Music, anticipato dal singolo Love Someone Else che è entrato nelle nostre teste tramite radio e pubblicità, e che ci ha fatto rimpiangere la band pre-scioglimento. Lo stesso si potrebbe pensare dopo l’ascolto di Without You, ultimo pezzo estratto dal disco. Se non altro qui si apprezza il gioco della voce della cantante ma manca di quell’intensità che caratterizzava gli Skunk Anansie degli anni ’90. È ovvio che ci sia stata una maturazione personale nel corso del tempo, che si arrivi a sperimentare nuove cose, ma Without You è l’esempio lampante che questa via non è quella giusta, né è stata seguita fino in fondo. Non c’entra niente il fatto che manchi la rabbia dei primi pezzi, né vuole essere una critica alla commercializzazione della band, semplicemente manca qualcosa. Without You è debole e con un potenziale che, a mio avviso, resta inutilizzato. Se non aleggiasse un passato glorioso derivato da brani come Hedonism e Selling Jesus, il disco risulterebbe comunque noioso rispetto al precedente Wonderlustre. O Skin, mia cara Skin, ci hai fatto ridere col tuo italiano dadaista a X-Factor, ma ti prego, torna a spaccare con pezzi decenti!

Un’estate che parte tra hit, tomentoni e tormenti, tra i giovani Giorgieness, i Thegiornalisti, la nuova leva del cantautorato italiano e vecchie glorie come gli Skunk Anansie, con tre pezzi che potrete amare, odiare, cantare sotto l’ombrellone o dimenticare durante lo studio per l’interminabile sessione estiva. Vi abbiamo detto la nostra, ora tocca a voi.

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