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Giorgio Poi SOLD OUT al Lumiere Pisa | report

Ieri sera al Lumiere di Pisa è arrivato il tour di Giorgio Poi, noi c’eravamo e vi raccontiamo com’è andata.

giorgio poi

Siamo al Lumiere di Pisa, è ancora presto e già da subito si intravedono tante teste che affollano lo spazio sotto il palco da prima delle 21. Prima fuori dalle porte, una fila infinita, ora tutti dentro il locale, sold out.

Si sentono solo le voci di chi sta aspettando che il concerto inizi, qualcuno parla con la persona accanto, qualcun altro grida “Giorgio”, l’attesa è palpabile, tutti sono lì ad aspettare impazienti.
Finalmente si abbassano le luci, siamo tutti al buio. Si accende la scritta “Poi” che sta in aria, davanti alla scenografia che ripropone l’artwork di Smog, il nuovo album di Giorgio Poi.

Urla, mani in aria, la band sale sul palco e il delirio si diffonde per tutta la sala, aumentando con l’arrivo di Giorgio Poi che imbraccia la sua chitarra e inizia subito a cantare. Da qui in poi la sorpresa.

giorgio poi

Che Giorgio Poi fosse uno dei nomi di punta dell’indie, itpop, nuovo cantautorato italiano (e chi più ne ha, più ne metta), è cosa abbastanza nota, ma non avendolo mai ascoltato dal vivo, non avevo idea di cosa aspettarmi. Dopo essermi presa una sbandata per uno dei nuovi singoli di Giorgio, come lo chiama affettuosamente il pubblico e a gran voce, ovvero Vinavil, che per un certo periodo si è aggiudicata il premio “In Loop” nei miei ascolti, sono passata ad ascoltare Smog, il nuovo album uscito a marzo per Bomba Dischi. Ancora più ricco del primo disco, Smog è pieno di sonorità e arrangiamenti che fanno venire l’acquolina in bocca. E dal vivo saziano abbondantemente!

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La band che accompagna Giorgio Poi è una bomba! In poco tempo si passa da psichedelia (che ricorda un po’ i Tame Impala), a melodie più chill, a vere e proprie esplosioni. Su tutto questo scivolano beate la voce e la scrittura di Giorgio Poi con le quali non si può fare a meno di empatizzare. Eh si, perché Giorgio Poi è ovviamente il nucleo di tutto lo spettacolo: una presenza all’inizio timida, che non smette mai di suonare e cantare se non per pochissimi minuti, il direttore d’orchestra che ci conduce in un crescendo, tenendoci per mano, ma allo stesso tempo struggendoci un po’ con i suoi testi.

Il live di Giorgio Poi è stato forte e fragile allo stesso tempo, l’esposizione al pubblico del mondo di quest’artista, che ci trascina delicatamente dentro, con un gioco di luci e ombre tradotto in musica e parole.

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Grazia Pacileo

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