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Goldmund – Mythless – The Parlor | Demography #257

Lunedì riparte con un nuovo numero di Demography! All’interno trovi tre nuove uscite tutte da ascoltare: Goldmund, Mythless e The Parlor.

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Partiamo subito con Goldmund. Keith Kenniff torna con un nuovo album sotto il moniker Goldmund. Apprezzato compositore, viene accostato a musicisti di un certo calibro, ad esempio Ryuichi Sakamoto.
Il prossimo 13 aprile, uscirà Occasus su Western Vinyl, il nuovo lavoro di Goldmund che approfondisce l’innegabile estetica che è stata duramente conquistata negli otto precedenti album di Goldmund, includendo nella già ricca tavolozza dell’artista elementi sonori di indiscutibile eleganza. Occasus significa rovina, fine o ascesa e caduta di corpi celesti, con questo titolo Goldmund ci inonda di sentimenti agrodolci, con tracce perfette per i momenti di quiete  in cui guardiamo verso il cielo, e ci rendiamo conto della piccolezza della nostra vita. Occasus è profondamente personale, privato e silenzioso, ma allo stesso tempo grandioso, colossale e profondo. Del nuovo album di Goldmund sentiamo Circles, il primo estratto. Goldmund voleva che del brano si sentisse quanto fosse grezzo e non “lucidato” pur mantenendo una connessione emotiva.

Cambiamo completamente musica con Mythless e la sua PO. C’è subito una cosa da dire, il videoclip è un trip e ve ne accorgerete anche voi, per quanto riguarda il pezzo, Jason Bartell (questo il nome che si nasconde dietro il moniker), mette parecchia carne al fuoco.
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Il brano è ricco, corposo ed è solo l’anticipazione dell’EP di debutto di Mythless, che uscirà col nome di Patience Hell. PO lascia abbastanza sorpresi, viene assolutamente voglia di ascoltare tutto il lavoro di Mythless per capire in che direzione andrà.

Chiudiamo questa carrellata di musica con un brano pop. Alla fine di questo numero di Demography arrivano i Parlor, duo alt-pop formato dalla coppia Jen O’Connor e Eric Krans.
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Il brano che vi facciamo ascoltare e “vedere” è Soon, che viene “inteso come una metafora delle fasi del dolore. I crisantemi rappresentano il dolore stesso. Trasportiamo il dolore con noi, spesso in luoghi improbabili. Cerchiamo a volte di lasciarlo andare, di scagliare il nostro dolore da grandi altezze o di sperare che venga portato via dal tempo. Ma alla fine ci troviamo immersi in esso, annegandoci dentro e idealmente purificati da esso in un battesimo di liberazione intenzionale. Permetterci di smettere di lottare ci costringe a sperimentare cose che, come esseri umani, spesso cerchiamo disperatamente di evitare, e siamo trasportati in un più profondo luogo di comprensione del proprio sé e dell’esperienza umana così come la conosciamo. Soon è un’espressione di speranza dolorosa e cuore illuminato”. C’è da dire che un certo background folk è ancora molto presente nella lirica dei Parlor, se non altro come tematiche.

 Grazia Pacileo

 

 

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