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Guida alla vita nel Mediterraneo tutto

matri-greco-2Avere a che fare con il Sud può essere destabilizzante, se non si è un po’ pronti e si ha un senso dell’umorismo non sviluppato.

Appena arrivata qui, i miei amici fidati erano un leccese e un greco di Rodi. È stato semplicissimo intendersi su questioni di comune sentire tipo “forse dovremmo comprare un ombrello perché qui piove” o “gli odori e le erbe aromatiche qui si pagano, questo è un affronto! Non le comprerò mai più.”Questo perché, appunto, venivamo da posti in cui aveva agito prepotentemente l’influsso indoeuropeo da maretuttolanno.
La suddità, personalmente, mi si attiva solo se per esempio vedo qualcuno che si stupisce se non si trovano gli orari dei treni appesi in stazione. Allora capisco di aver assorbito degli incredibili anticorpi, uno scudo contro i piccoli fastidi quotidiani, una resistenza-alla-resistenzaà-al-cambiamento che solo chi ha vissuto con curiosità, apertura mentale e senso dell’ineluttabile nel bacino mediterraneo può capire. E che è, di fatto, un filone di cultura molto diffuso.
Se hai un po’ di dimestichezza con la Calabria, i greci non ti stupiranno, per esempio. Se hai vissuto in Sardegna, non ti sembrerà affatto strano che i negozi chiudano alle nove di sera a Barcellona. Insomma, è un approccio utile e cosmopolita.
(Due anni) dopo avervi propinato un post di guida per le matricole a Pisa, ho quindi deciso di sottoporvi, per la vostra comodità, una serie di luoghi comuni e facilonerie che vi aiuteranno qualora foste nordici e doveste aver a che fare con una matrice sociale di questo tipo, sia che siate voi ad andare da loro, sia che siano loro a venire a voi, e che ho deciso di intitolare modestamente

“Guida alla vita nel Mediterraneo tutto”

Il cibo. Il cibo è tanto, vario, mischiato, colorato, e va spiegato e illustrato. Non esiste non assaggiare. Non esiste una portata unica. Non esiste, perlamordiddio, rifiutare. Ci si rifiuta di mangiare solo a casa dei nemici giurati.

Il cibo parte 2: fate un po’ di merenda, perché a nessuno salterà in mente di farvi trovare il pranzo all’una e la cena prima delle nove. Si pranza alle due, si cena verso le dieci. Se volete fare una festa post-cena per conoscere i vicini, prima delle undici non aspettatevi nessuno, e se volete vedere un film ma accendete la televisione alle nove troverete solo i quiz.

Il cibo parte 3: il mediterraneo è un grande fan degli antipasti di tutti i generi, e con la carne alla brace non si sbaglia mai. Meglio se la povera bestia è cosparsa di piante aromatiche e si arrostisce in giardino tutti insieme.

Il cibo parte 4: le pasticcerie sono come gioiellerie. I dolci devono essere belli, belli, belli in modo assurdo, e se siete tipi da “no, è troppo dolce” magari iniziate con un pezzettino piccolo, che ci si va giù pesanti fra miele, mandorle, pasta sfoglia e ricotta.

Il cibo parte 5: ci sono cose che si mangiano con le mani. E vanno mangiate con le mani. Punto.

Il cibo parte 6: pane e olio sempre e comunque. No, i crakers non sono pane. Nemmeno i grissini.

Il caffè: la versione del caffeino al volo al bancone fa stringere il cuore. A parte questo, si offre e si beve in tutti i momenti della giornata. Magari non proprio fino al fondo, che non è il massimo.

Orari: se dovete decidere a che ora telefonare, considerate che ci si sveglia un’ora dopo l’orario di sveglia di Verona. Almeno.

Ufficio: non aspettatevi di essere considerati prima delle dieci di mattina.

Negozi: no prima delle undici a meno che non dobbiate comprare il pesce.

Negozi parte seconda: ricordate la regola d’oro: se è aperto fra le due e le quattro, è un trappolone turistico.

Locali: la serata entra nel vivo verso le due. Regolatevi.

Spostarsi: i mezzi pubblici sono un ripiego, non il modo principale di muoversi. Quindi passano appena possono, dalle fermate che possono, nei giorni che possono. Per la stessa ragione il biglietto è una cosa che si deve fare, ma non è che ci si sbatta più di tanto ad inventare tessere, abbonamenti integrati, biglietti cumulativi e altri inutili carnet.

Spostarsi parte seconda: non è obbligatorio avere una meta, quando si cammina.

Spostarsi parte terza: non vi sarà permesso soggiornare in albergo se avete almeno una conoscenza nel luogo in cui siete, e non vi sarà permesso di raggiungere autonomamente la casa non appena atterrate. Vi verranno a prendere anche se voi atterrate a Catania e loro abitano a Pozzallo (dove siete ospiti anche se avevate intenzione di visitare Palermo). E vi offriranno il pranzo anche se arrivate alle quattro di pomeriggio. Non osate contestare questa procedura.

Rapporti di vicinato: no, troppo lungo. Mi arrendo. Dico solo una cosa: pranzi improvvisati. State pronti, non si sa mai quanta gente potrebbe piombarvi in casa, e non si sa mai da chi potreste essere invitati. Potreste passare una settimana e girare per pranzi organizzati in case dove siete stati portati da amici di amici.

A questo punto, grosso modo, ci siete. Usate bene questi mesi invernali, che l’estate si avvicina e una vacanza dal vostro amico del sud, se siete bravi, non ve la leva nessuno!

 

 

 

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