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Hitchcock / Truffaut al Cinema Arsenale

Hitchcock / Truffaut, locandina, arsenalecinema,it

Hitchcock / Truffaut, locandina, arsenalecinema,it

 

Hitchcock / Truffaut l’evento del Cinema Arsenale di Pisa

Si è svolta lunedì scorso  la prima delle tre giornate che il Cinema Arsenale di Pisa dedica alla proiezione di Hitchcok/Truffaut, il docu-film evento distribuito dalla Nexo Digital, diretto da Kent Jones e scritto a quattro mani dallo stesso insieme a Serge Toubiana.  Già presentato durante l’ultimo Festival del Cinema di Roma, il film è poi uscito lo scorso 2 dicembre.

Noi eravamo presenti e vi raccontiamo come è andata.

Inizio dello spettacolo ore 20:30; decidiamo di presentarci un po’ in anticipo per beneficiare del gustoso aperitivo al Barsenale Pisa e visionare la mostra di manifesti e locandine Hitchcok-Truffaut presente nel foyer.

Ottima la reazione del pubblico, grazie anche alle iniziative collaterali alla proiezione: l’offerta di gadget in omaggio realizzati dal noto fumettista Tuono Pettinato, la possibilità di acquistare a prezzo scontato Il cinema secondo Hitchcok , testo fondamentale non solo per la genesi del film, ma anche per il modo di concepire il cinema dalle generazioni future di giovani registi, l’estrazione giornaliera di un Carnet di ingressi al cinema e il photocontest #alfresecondome realizzato in collaborazione con Edizioni il Saggiatore.

Una volta in sala, a introdurre il film sono intervenuti Fabio Canessa, insegnante del Liceo Ginnasio G. Carducci di Piombino, stimato critico letterario, cinematografico, musicale, e Marco Malvaldi, giallista pisano in diretta telefonica.

Da questo interessante scambio di idee sono emersi diversi punti di contatto tra la narrativa di Malvaldi e la produzione di Hitchcock. Pur trattandosi di produzioni artistiche diverse infatti, entrambe giocano sugli stessi meccanismi narrativi tipici del genere giallo come un’attenta ricostruzione ed esplorazione della psiche dei personaggi e il giusto dosaggio di suspense per riuscire a catturare e sedurre l’attenzione dello spettatore/lettore.

Ma diciamo qualcosa su Hitchcock/Truffaut.

Hitchcock/Truffaut si basa su un importante evento accaduto nel 1962, anno in cui François Truffaut, giovane critico dei Cahiers du Cinéma e conosciuto ancora oggi al grande pubblico grazie a capolavori del calibro de I 400 colpi , Jules e Jim e La calda amante,  chiede un’intervista al celebre regista Alfred Hitchcock nel momento in cui, ad  Hollywood, è in procinto di ultimare uno dei suoi capolavori del genere horror/thriller per eccellenza: Gli Uccelli. Dalla trascrizione delle fitte conversazioni tra i due nacque poi il volume, anche fotografico, che avrebbe fatto la storia della teoria del cinema: François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock.

Lo storico incontro segna l’inizio di un’amicizia di oltre 20 anni fra due personalità distanti anagraficamente (Truffaut allora era un giovane trentenne, mentre Hitchcok aveva spento le sessantatrè candeline) ma unite dall’amore profondo e viscerale per il cinema nonché dalla volontà di ribadire ulteriormente il calibro artistico di un regista consapevole. Truffaut si dimostra tecnicamente competente a dialogare con un mostro sacro come Hitchcock il quale riscopre il lato divertente di raccontarsi. Fotogramma dopo fotogramma, parola dopo parola, inizia a svelarsi l’uomo nascosto dietro le proprie opere; si svelano alcuni segreti come il MacGuffin, la sapiente ricostruzione della suspense (da non confondere con l’effetto sorpresa), il tanto dibattutto rapporto con gli attori.

Hitchcock/Truffaut è un film che sa  intrattenere sia il pubblico non specializzato che quello cinefilo esperto e, rispetto al libro sembra spingersi addirittura oltre: Truffaut chiede un parere su una scena di I 400 colpi e un confronto sui metodi opposti (“partecipato” vs “individualista”) adottati prima e durante le riprese.

Significativo inoltre il ricorso a filmati dell’epoca e a commenti altisonanti del cinema attuale come James Gray, Martin Scorsese, Paul Schrader, Wes Anderson, David Fincher, Peter Bogdanovich, Richard Linklater, Arnaud Desplechin e Olivier Assayas.

Il film Hitchcok /Truffaut riesce a far emergere dall’ombra un lato più nascosto della personalità di Hitchcock, sconosciuto ai più, fino ad evidenziare nelle fasi finali dell’opera gli scrupoli e il rammarico provato dal grande maestro del brivido circa l’aver sperimento poco (o comunque non tanto quanto avrebbe voluto) con personaggi e trame. Se da una parte viene presentato il genio, dall’altra è possibile scovare tra le righe delle sue risposte, la sua umanità.

Segue l’intervista audio al crititco Fabio Canessa.

Isabel Viele per Radioeco

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