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HITLER CONTRO PICASSO E GLI ALTRI: L’ARTE “DEGENERATA”

hitler contro picasso arteL’arte non è semplice arte, non consiste soltanto nel dipingere pareti. L’arte è politica, deve servire per denunciare, per esprimere ideali e voglia di lottare. Questi concetti sono stati espressi da Pablo Picasso, uno dei più famosi pittori del ventesimo secolo (e più in generale di sempre), e servono per contestualizzare il documentario storico “Hitler contro Picasso e gli altri” realizzato dalla 3D Produzioni e da Nexo Digital in collaborazione con Sky Arte andato in onda al Multisala Odeon di Pisa martedì 13 marzo in due turni (18:30 e 20:30).

L’evento più importante scelto dai curatori di suddetto documentario avviene nel 1937 in due giorni separati, e cioè una duplice mostra a Monaco: il 18 Luglio venne indetta dal regime nazionalsocialista la “Giornata dell’arte” con annessa esposizione (Die Große Deutsche Kunstausstellung, e cioè “la grande espressione dell’arte germanica”) e il giorno seguente fu allestita “la mostra dell’arte degenerata” (“Entartete Kunst“) che comprendeva molti esponenti dell’arte contemporanea, vista come nemica dell’ideologia.

Quest’ultima era di carattere itinerante, tant’è che le fu riservato spazio in 12 città diverse (fra Germania ed Austria), ma aveva uno scopo ben preciso: era finalizzata alla demonizzazione degli ebrei. Bisogna comunque ricordare che il macabro sfondo di tutto ciò è stato l’Olocausto.

guernica

A guerra finita, il 9 Agosto 1945, Gisela, la segretaria di Hermann Goering (il numero due del regime) sarà poi interrogata dagli americani: si scoprì dunque che lei era deputata alla catalogazione di tutte le opere d’arte in possesso di quest’ultimo fino al Febbraio 1944.
Suddetto catalogo aveva dimensioni colossali: iniziava dal 1933 e ogni opera aveva una propria griglia dove erano annotati autore, provenienza, descrizione, data, intermediario ed ubicazione. Dopo la sconfitta bellica diventò un capo d’accusa contro di lui.

Ogni opera che era sottratta ai legittimi proprietari e finiva nelle mani di Goering veniva posizionata a Carinhall, la sua residenza privata, in cui riceveva anche personalità internazionali. Tuttavia, però, col deterioramento delle sorti in guerra, i dipinti e le statue cambiarono spesso ubicazione (finendo, ad esempio, addirittura in vecchie miniere di sale).

Per questa narrazione è stato necessario il supporto di alcuni critici d’arte o comunque di specialisti del settore come Pierre Assouline, Jean -Marc Dreyfus, Christopher Marinello e Agnieszka Lulińska.

Maria Sofia Rebessi per RadioEco

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