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I HATE MY VILLAGE, Girlpool & more | Demography #315

Il lunedì si affronta meglio con una playlist di Demography! Dentro il nuovissimo progetto I HATE MY VILLAGE, Girlpool e tante altre novità.

Il primo brano che apre la playlist del lunedì è estratto dal nuovissimo album dei Giardini di Mirò, tornati con Different Times, album che riconferma la grandezza del progetto. Due anni di lavoro, la solita attenzione maniacale per i suoni, per ogni minima variazione, per ogni singolo dettaglio, il tutto finalizzato a ricreare quel mood oscillante tra post rock, psichedelia ed elettronica che da sempre rende i dischi dei Giardini di Mirò delle vere e proprie esperienze sonore, dei viaggi musicali che ogni tanto si mantengono su eccentriche forme canzoni, altre volte deragliano verso le direzioni più disparate.
In Different Times le collaborazioni sono tante e prestigiose, noi vi facciamo ascoltare quella con Any Other, la bellissima Don’t Lie.
A seguire il remix di Party’s Over degli Interpol di Paul Banks. Il brano, contenuto nell’ultimo album della band, Marauder, è remixato da Lao, dj e producer messicano.

Il terzo brano della nostra playlist è la nuova uscita del duo  You Tell Me, formato da Peter Brewis (Field Music) e Sarah Hayes. Incontratisi a un concerto di Kate Bush, dopo un po’ i due hanno deciso di lavorare insieme: il risultato è Water Cooler.

Girlpool

Girlpool

Dopo l’acclamato Powerplant, torna il progetto Girlpool con un nuovo album, What Chaos Is Imaginary, che uscirà nel febbraio del 2019. Where You Sink è uno dei singoli che anticipa il ritorno di Harmony Tividad e Cleo Tucker, che dimostra una crescita stilistica del duo, un suono più onirico e sofisticato.
Arriviamo a quella che è la notizia che ci ha lasciato tutti a bocca aperta, la bomba della playlist di oggi, che ci lascia con una curiosità terribile. I HATE MY VILLAGE è un progetto nuovo, in cui compaiono i nomi di Fabio Rondanini, Adriano Viterbini e Alberto Ferrari. Per chi si esalta con i vari progetti in cui compaiono tutti e tre questi musicisti ovvero Calibro 35, Tre Allegri Ragazzi Morti, Bud Spencer Blues Explosion, Verdena, vedere i tre nomi concentrati sotto il nome I Hate My Village ci regala delle reazioni da fangirl non indifferenti!
I Hate My Village è il progetto che testimonia l’amore viscerale dei Rondanini e Viterbini per la musica africana (Ferrari si unisce dopo), un amore nato sui palchi – accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré – e poi cresciuto in sala prove con la curiosità di chi ha costantemente voglia di contaminarsi e divertirsi nell’ampliare il proprio orizzonte.

I Hate My VIllage

I Hate My VIllage

Jam dopo jam, I Hate My Village prende forma in 9 incredibili tracce in cui melodie e ritmi dalla Madre Africa si fondono con timbriche occidentali, ottenendo una miscela di straordinario effetto.
Il primo singolo di quello che è un progetto, che sta in piedi senza dover appioppare l’etichetta di supergruppo, è Tony Hawk of Ghana, una botta di groove mista a psichedelia a cui si unisce il graffio della voce di Alberto Ferrari che ci riporta al sound del rock italiano anni ’90.
I Hate My Village ci ha lasciati completamente spiazzati, non succedeva da un po’, ed è una sensazione bellissima.

Dopo la carica di I Hate My Village, restiamo sempre in Italia con N.a.i.p. acronimo di “nessun artista in particolare”. Progetto musicale formato da una sola persona che fa uso di batteria elettronica, synth, chitarra, voce e loop station. Inserire il lavoro di N.a.i.p. in un preciso genere sarebbe da pazzi: all’interno della sua musica c’è un mondo senza confini delineati. Cantautorato, elettronica, hip hop, sconfinano in live contaminati da gestualità teatrale, da toni di voce sostenuti che raccontano il punto di vista di N.a.i.p.
Vi facciamo ascoltare il primissimo singolo del progetto, uscito per Mamma Dischi, Bravi nel Breve, ricordandovi di fare attenzione alle prossime uscite.

N.a.i.p.

N.a.i.p.

Concludiamo con K-Conjong: il producer partenopeo ritorna con il nuovo album Magic Spooky Ears uscito questo mese per la label giapponese Schole Inc e presentato in anteprima sabato 24 novembre a Milano al Linecheck. Partito dalle atmosfere lo-fi della metà degli anni zero, ha sviluppato un gusto personale per la melodia ripetuta e minimale, per il suono acustico ed organico all’interno della sua personalissima elettronica tenuta insieme dai particolarissimi beat che sono divenuti il suo marchio di fabbrica. Negli anni anni ha remixato Iosonouncane, Polyphonic Spree, Melodium, Origamibiro e molti altri.
Dopo Millennials Otters, il nuovo singolo estratto è Same Old Grace, all’insegna del miglior pop elettronico, accompagnato da un video di Francesco Lettieri, che ne esalta ancora di più l’aspetto fantastico e sognante già trasmesso con la musica.

Grazia Pacileo

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