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L’incantesimo dei Tame Impala nella Baia del Silenzio

FullSizeRender 7Ebbene, ci siamo arrivati. Il concerto dei Tame Impala è senza dubbio la tappa decisiva di fine estate, se non di tutto l’anno.
Con l’uscita di Currents il gruppo (o meglio, il progetto) di Kevin Parker ha ridestato un’attenzione e un entusiasmo molto caloroso da parte del pubblico, desideroso di nuove emozioni dopo Lonerism. Chiaramente, con tutte le critiche del caso: i commenti su come si siano lasciati andare a synth al posto delle chitarre, su come abbiano virato verso l’elettronica, stanno a confermare solo quanto era importante il terzo passo di uno degli artisti più ispirati degli ultimi anni. Currents è un sogno ad occhi aperti, più levigato degli altri due album che lo precedono. È un passo fondamentale, dicevo, per noi ma soprattutto per lui, Kevin Parker, che ha portato alla luce un’opera così intima ma che sembra essere adatta per qualsiasi occasione.

Si presenta come al solito, sciarpina e piedi nudi, mentre una luce verde si muove vorticosa sullo sfondo del palco, all’interno del cortile dell’Ex Convento dell’Annunziata. Una breve intro, e parte subito l’opener del nuovo disco: e tutti a cantare Let it happen con un entusiasmo quasi puerile. Poco dopo arriva l’omaggio alla città che li ospita, Sestri Levante, un luogo per lui speciale:

“Non avete idea di quanto abbia aspettato di tornare qui, è il posto più bello in cui abbiamo suonato. Grazie di essere venuti.”

Parole che possono suonare come un contentino, ma non in questo caso, non se subito dopo ti esibisci con un pezzo scritto e pensato per il posto, e intitolato proprio Sestri Levante.
Le canzoni suonano lisce, pulite, la voce di Parker è come sempre carica di effetti e sorretta da tastiere e cori, per questo forse l’esibizione sarebbe ancor più apprezzabile vista da una certa distanza dal palco. Ma questo non guasta l’evento, come invece la presenza di certi personaggi che vanno ai concerti solo con l’intento di sfogarsi. Persone sbagliate, atteggiamento sbagliato, totalmente fuori contesto. Fine della mini-polemica fine a se stessa.

Kevin Parker è tutto fuorché una rockstar: non si muove con consapevolezza sul palco, non si atteggia, e sarebbe strano il contrario. Per lui si tratta sempre di arte libera, di confidenze personali scritte e pensate in momenti di solitudine raccontati a chi è venuto a sentirlo. I nuovi pezzi reggono bene accanto a quelli già noti, per esempio The Moment sentita dal vivo è davvero suggestiva, così come volano Eventually e ‘Cause I’m a Man (forse migliore della versione studio). FullSizeRender 8

Nell’encore di rito arriva l’unica vera hit, Feels Like We Only Go Backwards, cantata da Parker senza chitarra per potersi avvicinare alle prime file e per potersi dimenare liberamente nel malinconico ritornello.
Sappiamo che i Tame Impala consistono in un progetto solista portato al pubblico in gruppo, ma questo non sminuisce certo l’importanza dei musicisti che vi collaborano, anche perché si tratta quasi esclusivamente di amici con cui Parker è cresciuto e con cui ha condiviso esperienze musicali passate. FullSizeRender 5
Anche il gruppo di assistenti di palco rientra tra il folto numero di persone con cui Parker ha collaborato artisticamente, e ciò è molto bello. Quasi come se avesse realizzato che deve comporre da solo, ma sempre cullato da amici e certezze, senza dare un taglio netto ai rapporti personali. Tant’è che Nick Allbrook, l’allucinato solista in apertura del concerto, è stato il bassista dei Tame fino al 2012, nonché attuale frontman dei Pond. Che sono niente di meno che il resto dei Tame Impala senza Kevin Parker. Tutto in famiglia.
Allbrook sfodera assoli di chitarra fragorosi e lancinanti, sopra a basi registrate, con visuals sullo sfondo perfettamente calibrati sulla psichedelia dei brani sghembi e viscerali.

Tutti parlano dei Tame Impala perché ognuno ha una sua idea, e tutte sono lecite. Intercettano quella retromania tipica del post-modernismo. Sono giovani ma amano il passato. Sono nostalgici ma perfettamente di moda. Sono fatti di una sostanza gelatinosa che non ha forma né odore, ma è irresistibile.

Feels like Kevin only go backwards.

Setlist:
1. Intro
2. Let It Happen
3. Mind Mischief
4. Sestri Levante
5. Why Won’t They Talk To Me?
6. The Moment
7. It Is Not Meant To Be
8. Elephant
9. The Less I Know The Better
10. Eventually
11. Why Won’t You Make Up Your Mind?
12. Oscilly
13. ‘Cause I’m a Man
14. Alter Ego
15. Apocalypse Dreams

encore
16. Feels Like We Only Go Backwards
17. Nothing That Has Happened So Far Has Been Anything We Could Control
18. Sestri Levante (outro)

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