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IF2016: DEVELOP GAMES, DEVELOP THE WORLD

14390908_1166793766711049_479281539759623126_n“Possono i videogiochi cambiare il mondo?” con questo dilemma tipico del XXI secolo si è aperta la conferenza di Stefano Cecere e Michele Gotuzzo dal titolo: “Develop Games, Develop the world”.

I due Game Designer hanno fatto notare come i social media siano stati usati per approcciare a temi socialmente utili a partire dalle serie tv degli anni settanta. Una su tutte la famosa MASH con il suo messaggio politico sulla guerra in Corea, argomento che potremmo definire di “nicchia” poiché fino ad allora trattato solo su libri o documentari.

A partire dal 2010 l’avvento delle app e dei videogiochi ha allargato il pubblico di interesse, soprattutto grazie alla comodità di smartphone e tablet sempre più all’avanguardia;  un aspetto divertente evidenziato da Cecere, è che oggi il 40% degli over 60 usa quotidianamente ipad ed in particolare scaricano giochi con i loro apparecchi elettronici, segno che qualcosa a livello sociale sta cambiando.

“Vedere nel mondo qualcosa che va cambiato” è l’approccio che M. Gotuzzo consiglia a tutti i programmatori all’ascolto durante la conferenza : “I giochi possono e devono agire anche al di là dello schermo” ed è proprio per questo che, secondo i due relatori, esistono 3 tipi di impronta che i giochi possono lasciare:

img_97081 Giochi che insegnano e quindi migliorano la vita delle persone . A tal proposito, Cecere ha menzionato l’iniziativa norvegese a cui partecipa ovvero la creazione di un’app in grado di supplire alla mancata possibilità dei bambini siriani, a causa della guerra in corso nel loro paese, tra i 5 e i 10 anni di accedere ad un programma scolastico.

2 Giochi che raccolgono fondi. Ad esempio il famoso Farmville citato da Gottuzzo, che in seguito all’uragano ad Haiti nel 2004 ha devoluto gli introiti del gioco a favore della popolazione colpita.

3 Giochi come canale di diffusione per una comunicazione sociale. Ovvero quelli che aumentano la consapevolezza del pubblico riguardo leggi umanitarie.

I tre tipi di giochi, ruotano attorno a 3 macro tematiche più generali : Empatia, Scienza ed Educazione. Lo scopo principale è quello di sensibilizzare i gamer .

Infine, i due relatori hanno consigliato all’audience vari giochi utili che rispecchiano tutte le caratteristiche dei “giochi socialmente ideali” tra cui :

This war of mine;  Papers, please, PeaceMaker sul tema della guerra vissuta dalla parte del civile; Unmanned , High School Story 30 e Bounden per aumentare l’empatia tra ragazzi adulti e bambini , Half the sky movement che tocca la condizione delle donne nel mondo in cui  si raccolgono punti che vengono convertiti in beni che verranno poi devoluti alle realtà protagoniste.

E infine Data Dealer: un gioco di hackeraggio che fa notare a noi gamer quanto sia controllata la nostra quotidianità.

“Possono i videogiochi cambiare il mondo?” Secondo Cecere e Gotuzzo, SI ! lo influenzano notevolmente ed ora sta ai futuri programmatori cambiarlo ancora in futuro!

Eleonora Esposito per RadioEco

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