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IF2016: Integrazione delle notizie nell’era del digitale

14390908_1166793766711049_479281539759623126_n“Il calo delle vendite dei giornali cartacei dovuta al consolidamento del web come mezzo per reperire notizie, ha buttato all’aria tutti i miei sogni di lavorare consegnando giornali a domicilio [...] Posso ben capire quindi, l’effetto che lo stesso fenomeno abbia avuto sulle testate giornalistiche televisive italiane: bisogna cambiare modo di lavorare..così come io dovrò cambiare lavoro dei sogni.”
In che modo questo cambiamento è avvenuto, e sta avvenendo, sotto i nostri occhi ci è stato spiegato oggi all’Internet Festival da Carlo Sorrentino, professore di Sociologia dei processi culturali dell’Università di Firenze,all’interno del panel da lui tenuto “Integrazione delle notizie“.

L’avvento dell’editoria digitale ha costretto i canali televisivi a rivedere le priorità, i criteri e le logiche con cui fare notizia, comportando una mutazione delle pratiche di fruizione al pubblico.

I diversi media utilizzati richiedono un’integrazione delle notizie che riesca a conciliare le diverse logiche che caratterizzano TV, web e social media. Integrazione che non deve essere convergente poiché ogni piattaforma deve seguire la propria natura, richiedendo nuove figure professionali.

La sfida lanciata dall’ambiente digitale non ha risparmiato nessuno, anche i concetti di tempo e spazio sono stati ridefiniti. Le deadline si sono assottigliate e la giornata produttiva è stata allungata, richiedendo una presenza mediatica 24 ore su 24.
Buona notizia anche per i più “dormiglioni”, che potranno decidere di fare giornalismo dal proprio portatile comodamente dal proprio divano pur continuando a svegliarsi tardi.

img_1882In che modo le diverse testate si sono armate per questa sfida? Alcune hanno puntato sulla promozione del proprio marchio, altre sui social e sulle notizie che “tirano” di più, mentre c’è chi ancora arranca cercando di trovare il proprio cavallo di battaglia (digitale).

Come se non bastasse, catturare per primi una notizia non è più l’unica priorità da rispettare, è necessario approfondirla, destrutturarla e adattarla ad ogni piattaforma per soddisfare il proprio pubblico.

L’editoria non segue più una logica ispirata alla catena di montaggio, ma si tramuta in economia di condivisione, in cui tutti i ruoli possono essere invertiti.
In questo modo il vostro amico super informato (se non ce l’avete siete voi), potrebbe rivestire il ruolo di gatekeeper suggerendovi una notizia piuttosto che un’altra.
Notizia che, molto probabilmente, avrà visto su un social piuttosto che in TV.

In questi tempi duri l’unica nota rassicurante viene dall’evidenza che nessun mezzo di comunicazione potrà mai sostituire i jingle di apertura dei TG e che la frase “L’hanno detto in TV” resta ancora l’unica certezza di veridicità di una notizia.

Erika Branca per RadioEco

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