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if2016: Le richieste dei cittadini su Change.org

changeTerzo giorno dell’Internet Festival #IF2016, al palazzo Franchetti si parla della piattaforma Change.org. Nata come strumento democratico, Change.org si occupa di raccogliere e realizzare le diverse petizioni che nascono dalla volontà dei cittadini italiani di cambiare qualcosa all’interno della nostra società. A spiegare il funzionamento della piattaforma intervengono la direttrice di Change.org Elisa Liberatori Finocchiaro, la presidentessa di Telefono Rosa, Gabriella Carnieri, e in diretta telefonica Ilaria Cucchi. L’obiettivo finale di Change.org è dare voce a chiunque, indipendentemente da istituzioni o “potenti”. Dal 2012, spiega Elisa Finocchiaro, la piattaforma ha sviluppato la propria utenza da 350.000 persone a ben sei milioni. Un italiano su dieci è iscritto a Change.org, e in circa quattro anni ben 650 petizioni hanno raggiunto il loro obiettivo. Per fare solo un esempio, Luigi, affetto da tumore, in dieci giorni ha ottenuto il riconoscimento della radioterapia come terapia salvavita, mentre Roberto ha ottenuto che le aziende alimentari italiane utilizzassero l’olio di palma in maniera più razionale, e che le aziende stesse evitassero gli sprechi alimentari.

img_1949Change.org rappresenta una nuova fase della democrazia italiana che dà nuovo potere ai cittadini. Si può proporre infatti un cambiamento, e anche se la proposta non raggiunge il suo scopo, vengono introdotti nuovi temi che accrescono il dibattito sociale.

Un altro argomento di grandissima importanza, che sta riscontrando positivamente la partecipazione dei cittadini, riguarda la vicenda di Stefano Cucchi. Proprio in questi giorni, è stata diffusa la notizia che Stefano non sia deceduto a causa di percosse, quanto per un attacco di epilessia. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, da anni si sta battendo affinché il fratello riceva giustizia, e uno degli strumenti usati a questo proposito è la piattaforma di Change.org, la quale sta diffondendo la petizione che ha lo scopo di far riconoscere il reato di tortura. In diretta telefonica con l’Internet Festival, Ilaria racconta di quanto stia riscontrando un’ottima accoglienza da parte degli utenti della piattaforma, sperando che la petizione abbia l’esito sperato, nonostante l’idea che il reato di tortura venga riconosciuto entro il 2016, sembri un risultato utopistico.

Change.org è dunque un canale attraverso il quale gli utenti possono manifestare ampiamente il dissenso nei confronti di temi difficili, ad esempio quello della violenza sulle donne. A parlarne è il presidente del Telefono Rosa che ha spiegato quanto la diffusione tramite social delle petizioni aiuti le donne che hanno paura ad uscire fuori e testimoniare contro abusi e violenze subite. In Italia l’argomento resta ancora un tabù, non solo in comunità arretrate, ma la differenza rispetto a trent’anni fa, grazie all’intervento dei social è consistente. I familiari, specie i figli, riconoscono l’importanza di denunciare un’ambiente familiare violento.

Seguono le interviste a Elisa Finocchiaro, direttrice di Change.org, e a Gabriella Carnieri, presidente di Telefono Rosa.

 

 

Elena Alei, Grazia Pacileo per RadioEco

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