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#IF2016: Lercio Magistralis – migranti e odio in rete

internet-festival-2016Bufala e satira. Di continuo nel web si incontrano notizie che sono frutto di pura fantasia. Il filo che separa quelle vere da quelle false è sottile e spesso la gente ci inciampa, specialmente quando l’argomento conferma i pregiudizi intrinsechi nel lettore riguardo temi caldi. Il tempo per leggere un articolo su internet è poco e ci si ferma solamente al titolo. Esiste chi travisa i contenuti di un sito satirico per poi passarli per veri e distorcere la percezione della realtà delle cose, con la conseguente diffusione di mala informazione e odio, appellandosi alla libertà d’espressione.

Il problema non sono le redazioni web come Lercio.it, Il Fatto Quotidiano e altre che scherzano diffondendo questo tipo di informazioni, ma la mancanza di anticorpi per il riconoscimento della natura delle stesse.

Il dato sconcertante riportato da ENAR, European Network Against Racism, parla dell’Italia come il primo paese per dichiarazioni discriminatorie su Facebook. Commenti e post polemici, arroganti e ricchi di astio saturano i social network di odio.

Con qualche sorriso, Andrea Michelotto e Mattia Pappalardo di Lercio.it hanno affrontato il tema dell’odio nei confronti dei migranti in rete duranta il panel “Lercio Magistralis”, sul canovaccio dell’evento (E)migranti per Internet Festival 2016. “In ogni commento ad un nostro articolo sui migranti- racconta Andrea- la base di partenza è sempre ‘io non sono razzista, ma…’. Dopodiché si scatena l’inferno: periodi disconnessi privi di punteggiatura sgrammaticati alla più non posso”. “Tutti ricorderanno- continua Mattia- l’articolo su il ministro Kyenge, che annunciava l’intento del governo di prendere cani e gatti degli italiani per sfamare gli immigrati”. Apparso nel 2013, questo ha registrato ben 188 commenti, la maggior parte dei quali riportano messaggi razzisti di presunti conoscitori dell’immigrato che cercano credibilità e consenso entro la comunità dei lettori.

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Questo è solo uno dei tanti esempi di bufale scambiate per vere, che a primo impatto suscitano risate, le stesse che poi si trasformano in amarezza e abbattimento se ci si sofferma su quanto sia la cattiveria in circolo.

Costantino De Luca per Radioeco

 

 

 

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