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IF2016: Open data, materia prima dello sviluppo

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“Non solo dati!”: è questo lo slogan che ha accompagnato il dibattito tenutosi nell’aula Bianchi della Scuola Normale Superiore, in occasione dell’evento: “Open Data, materia prima dello sviluppo“, targato Internet Festival 2016.

La Regione Toscana ha creato un gruppo di lavoro per la condivisione e l’utilizzo dei dati che la pubblica amministrazione possiede, con la convinzione che tale mossa possa rappresentare la spinta giusta per la creazione di progetti e idee, ma anche uno strumento di semplificazione del rapporto con i cittadini. Questo è un servizio online accessibile a tutti, con funzione non solo informativa, ma partecipativa.

Nel portale si possono ricercare dati, proporre idee e condividere esperienze. “La condivisione delle banche dati regionali migliorano l’efficienza dei servizi pubblici, la trasparenza, il controllo democratico e la partecipazione alla vita pubblica.”: ha orgogliosamente affermato l’assessore Vittorio Bugli, il quale -prima di lasciare la parola a Angelo Falchetti, Presidente della Roommo; Giovanna Camorali, esponente della IBM; Lanfranco Marasso, Engeneering- ha insistito sulla volontà di aprire una collaborazione con qualsiasi azienda che si presenti, pur tenendo conto delle normative.

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“Per il giusto utilizzo dei dati è fondamentale l’utilità di ciò che si propone; del bisogno a cui questa offerta risponde” ha sottolineato Angelo Falchetti, trovando l’appoggio di Giovanna Camorale, la quale ha rimarcato l’importanza di chiedersi, quando si parla di innovazione: “che cos’è innovativo?”, portando ad esempio il fallimento di quell’app che provò a riprodurre un accendino perché prima ai concerti erano loro ad alzarsi in cielo e ora, invece, solo smartphone. L’innovazione deve essere sempre finalizzata all’utile quotidiano.

Lanfranco Marasso, propone di seguire l’esempio di Fiware, piattaforma software dedicata alla realizzazione di applicazioni per il futuro che fa leva su tecnologie avanzate quali cloud computing, ingegneria dei servizi, data e content management  e sicurezza.

“Tramite l’Open Data si devono creare ecosistemi, in cui sviluppatori indipendenti possano creare servizi utili a tutti i cittadini” ha concluso Riccardo Trubiani, quasi invitando l’amministrazione pubblica a comportarsi come una piattaforma abilitante, sempre pronta a favorire l’idea del privato per creare vantaggi alla comunità.

Costantino De Luca per RadioEco

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