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#IF2016: pan giornalismo e pan televisione, un’invasione di schermi

14390908_1166793766711049_479281539759623126_nChi dice che la televisione è morta, si sbaglia di grosso. Per lungo tempo è stata il focolare della casa per gli italiani, permettendo loro di sviluppare la propria identità nazionale e linguistica con programmi  a scopo educativo come “Non è mai troppo tardi”; oppure intrisi di emozione, come la diretta dello sbarco sulla luna o davanti alla mitica Italia Germania 4 a 3. Ora assistiamo ad un nuovo modo di far televisione, che non necessita di apparecchi iper costosi e ingombranti, ma di semplici “schermi“. Negli ultimi anni ha preso sempre più forma il fenomeno della pan-televisione, in correlazione alla creazione di smartphone, tablet, pc e televisori sempre più polifunzionali.

La sala conferenza del palazzo della Camera di Commercio di Pisa ha potuto ospitare, grazie all’Internet Festival 2016, i protagonisti di questo fenomeno, con interventi di esponenti di aziende che mettono in commercio tali “schermi“- Antonio Bosio della Samsung- e di chi ne usufruisce- Antonella Di Lazzaro della Rai e Salvatore Ippolito di Twitter Italia.
“Oggi come in passato- sottolinea la Di Lazzaro- la televisione pubblica deve rappresentare un punto di riferimento per gli italiani, con piattaforme digitali quali Rai Play, che permettano allo spettatore di creare il proprio palinsesto attraverso qualsiasi dispositivo collegato alla rete”. A tal proposito, giunge in soccorso la Samsung, rappresentata da Antonio Bosio, la quale tra tanti altri apparecchi elettronici, vende in Italia 4 milioni e mezzo di televisori, che dal 2007 dispongono della connessione internet. Lo spettatore non ha più alcun vincolo, può scegliere cosa e quando guardare, a prescindere dai mezzi a lui disponibili. È padrone del proprio tempo, lo stesso che, per un quarto della giornata, 30 milioni di italiani impiegano collegati al web tramite dispositivi mobili; come testimoniano i dati CENSIS esposti da Marco Mudaglia, anch’egli in sala.

imageQuest’ultimo ha aggiunto quanto ormai la contabilità dell’audience si estenda non più ai semplici “telespettatori” che guardano un particolare programma, ma ai dati cumulati di Auditel e dei like, tweet e follower nei social network. Questa novità rientra nel fenomeno del pan-giornalismo. “I nuovi audience non si ritrovano in tasca solamente piccole emittenti televisive, ma strumenti col quale creare informazione tramite i social. Un esempio è Periscope, app targata Twitter, che permette di trasmettere in diretta una ripresa fatta con il proprio smartphone.” Ha concluso il responsabile di Twitter Italia, Salvatore Ippolito, dimostrando come anche i social network sono in continuo inseguimento delle icapacità dei sempre più abbondanti Schermi.

Costantino De Luca per RadioEco

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