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if2017: La pubblicità nell’universo digitale

IF2017Il primo evento di Internet Festival presentato al Teatro Verdi (che tra l’altro compie 150 anni), si occupa di discutere qual è oggi l’ambiente in cui si sviluppano le pubblicità , quali le sue problematiche e quali le soluzioni per affrontarle.

A condurlo, il direttore di Internet Festival, Claudio Giua, seguito dagli interventi di Giancarlo Vergori, Luca Bordin, Giovanna Maggioni e Fabrizio Carotti.

A prepararci all’ambiente della pubblicità digitale, Luca Bordin, General Manager Media Sales & Solutions di Nielsen, fa notare da subito che l’audience di oggi è ovviamente influenzata dalla tecnologia digitale: questo perché negli ultimi dieci anni sono stati sviluppati nuovi devices tecnologici che permettono di essere sempre connessi, iPhone, Apple TV, Smart TV, iPad, ma anche nuove piattaforme, come Facebook, Instagram e il più recente Netflix. La frequenza di fruizione di contenuti su questi dispositivi da parte dell’audience non è trascurabile per le aziende che vogliono promuovere i loro prodotti, e che sono quindi spinte a reinventare i contenuti delle pubblicità e ad attuare strategie efficaci di distribuzione. Come suggerisce la descrizione dell’evento, nell’era post-Carosello non vengono più venduti gli spazi, ma le “teste”: essendo i devices individuali, posseduti da singoli, è necessario avere in mente a chi indirizzare quei contenuti, “targettizzare” la pubblicità, al fine di colpire i consumatori più interessati a quel prodotto.

if17 pubblicità

Su questa base, Giancarlo Vergori, presidente Fedoweb, associazione di editori e operatori online, ci presenta una crisi della pubblicità, a causa OTT, che come ci spiega, sono in gergo gli “Over The Top”, i grandi operatori digitali come Amazon, Google, Facebook, che concorrono con gli editori italiani nella pubblicità digitale. “Non ho nulla contro di loro”, ci tiene a precisare il relatore, “ma è ciò che succede”, perché questi giganti del web sono stati in grado di costruire veri e propri “ecosistemi”, in cui gli utenti possono trovare risposta ai loro bisogni quotidiani, che inglobano tantissima pubblicità, e che sono in grado di raccogliere un’enorme quantità di dati. Se non sono regolamentati a dovere, indeboliscono il pluralismo e l’indipedenza dell’informazione, ed è ciò che sta avvenendo in Italia. Non solo, Vergori, fa appello alla necessità di assumersi la responsabilità di far circolare notizie corrette, giuste, poiché la pubblicità di un tempo, di qualità e veritiera, è minata dalla presenza pervasiva di fake news nel mondo digitale e che mina sia la fiducia degli utenti, sia la reputazione di alcune aziende, come sottolineerà, poi, Giovanna Maggioni.

pubblicità

La risposta all’ambiente appena presentato da Vergori, proviene da Fabrizio Carotti, direttore generale della FIEG, presentandoci il Libro Bianco della pubblicità, utile a fornire alle aziende delle linee guida per una maggiore trasparenza. E’ proprio “trasparenza” la base su cui si costruisce quest’opera, atta a regolamentare, nel programmatic advertising, tutti gli attori coinvolti: dalle aziende grandi, piccole, all’utente che lascia le sue informazioni per essere profilato e inserito in programmi di marketing e per dare indietro alla pubblicità quel valore che, nell’era di internet, sembra aver perso. Su questa scia continua l’ultimo intervento di Giovanna Maggioni, direttore generale di UPA, che, con Libro Bianco in mano, sottolinea l’impegno che c’è stato nel concepirlo: “sapere è potere”, dice: è necessario informare le aziende dei rischi che si incontrano nel web, in maniera tale da cavalcarli e ridurli al minimo.

Chiude l’incontro Claudio Giua, proponendo un collegamento fra quello che è il fil rouge di tutto il festival, il “sentiment”, con gli argomenti esposti: per quanto riguarda la pubblicità digitale, negli ultimi tempi sembra esserci la tendenza delle aziende ad “associarsi” e non a farsi la guerra, per regolamentare lo spazio pubblicitario sul web, evitarne i problemi e sviluppare pubblicità sempre più efficaci.

Chiara D’Atanasio per Radioeco

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