Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

if2017: Storia di una pallottola

Sala piena al Cinema Arsenale per la proiezione della docu-fictionStoria di una pallottola – Occhi, suono, cuore. Un’esperienza sensoriale di 35 minuti”. Il web-documentario (disponibile qui) racconta una giornata di lavoro al Centro chirurgico di Emergency per vittime di guerra a Kabul, con la narrazione di Cecilia Strada e la voce di Valerio Mastandrea: un progetto nato per la radio, cui è stata aggiunta una carrellata di fotogrammi in bianco e nero.

È ascoltando la voce narrante di Mastandrea che si “sente” la stanchezza quotidiana – quella corsa disperata sin dal risveglio al mattino – di chi lavora negli ospedali dell’Afghanistan curando le vittime della (presunta) “guerra al terrorismo”. “Quindici anni di guerra, quindici anni che sono qui” esordisce il racconto, accompagnato da una linea rossa che segue il timbro della voce: “Il 31% dei ricoverati sono bambini. Il paese ha 2 milioni di tossicodipendenti. A chi decanta i risultati della cosiddetta ‘missione di pace’, tra giornalisti e politici, mostrerei le sale operatorie, i bimbi di 7 anni con una pallottola nel corpo. Sbatterei le lastre sui banchi del Parlamento” (Storia di una pallottola).

IF2017 - Storia di una pallottola

IF2017 – Storia di una pallottola

Le voci di Renzi, Merkel, Obama fanno da testo a una canzone dal ritmo incalzante: l’ex-premier italiano in tuta mimetica dice ai soldati in missione di “non disperdere il lavoro svolto, per onorare il sangue dei nostri connazionali”. In Afghanistan ogni pallottola vola come al poligono di tiro – ma i bersagli sono persone, esseri umani: “Le munizioni sono la benzina della guerra. I talebani usano le armi della NATO: sono armi vendute da noi. E i trafficanti d’armi li incrociamo negli aeroporti, agli scali, hanno i nostri stessi passaporti. Solo che noi cuciamo i corpi, loro li rompono”. Compaiono due scene tratte dal film “Lord of war”, con Nicolas Cage nel ruolo del trafficante d’armi Yuri Orlov. I titoli di testa mostrano la nascita e il viaggio di un proiettile, dalla fabbrica al colpo sparato mirando (e colpendo) la testa di un giovane in Africa. Nella scena finale, Orlov spiega in un interrogatorio che “il più grosso commerciante d’armi del mondo è il Presidente degli Stati Uniti, che spedisce più merce in un giorno di quanto faccia io in un anno. A volte è imbarazzante avere le sue impronte digitali sulle armi, ha bisogno di un uomo come me per rifornire truppe che non può rifornire personalmente. Lei definisce me un male, ma sfortunatamente per lei, io sono un male necessario.”

Chi lavora negli ospedali da campo dell’Afghanistan vede la morte della pallottola, che coincide con la morte dell’essere umano, letterale, ovvero della persona così come era sino a quel momento – perché non resterà uguale a prima: “Questo in tv non si vede mai”. Chi da questa guerra scappa, invece, attraversa il nostro mare, “sbarca in Sicilia o a Idomeni”. “Il film è un’autocritica a come raccontiamo la guerra – spiega Cecilia Strada, al termine della proiezione – soffrivo l’idea di parlarci sempre addosso fra di noi, tra gente che è già d’accordo. Chi viene ad ascoltare Cecilia Strada che parla di sfiga? Per rompere la fabbrica della guerra dobbiamo raggiungere chi non la pensa come noi”. “La cosa più difficile è stata tornare a casa” racconta Luca Radaelli, infermiere di Emergency, “la guerra è descritta in modo troppo romantico”. “Le vittime di guerra hanno una straordinaria capacità di resilienza e recupero, ma è un inganno: 40 anni di conflitto sono distruttivi per la salute mentale, metà della popolazione sta perdendo la testa” aggiunge in conclusione Strada. “E allora andiamo a dormire, che siamo stanchi” sono le ultime parole del documentario, e lo pensiamo anche noi, che torniamo a casa con la speranza che tutto questo possa un giorno avere una fine.

Valentino Liberto per RadioEco

post di questa categoria

coverlg_home

Gatta Cenerentola al C...

Gatta Cenerentola al Cinema Arsenale

"Loving Vincent"- Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh: dall...

Vincent Van Gogh: dalla tela al grande schermo

kaos godblesscomputers

Eventi della settimana...

Eventi della settimana: Godblesscomputers e tanto altro | atp #101

IF2017: le interviste (foto: Lorenzo Antei)

IF2017: Le interviste ...

IF2017: Le interviste by RadioEco

ultimi post caricati

IT

IT Il film è arrivato...

IT Il film è arrivato nei cinema italiani

coldcut

Coldcut, Tusks & ...

Coldcut, Tusks & more | Demography #231

mogwai

Demography #230 | Mogw...

Demography #230 | Mogwai, Wangel & More

black sun empire

Black Sun Empire ̵...

Black Sun Empire – GLI OLANDESI (NON) VOLANTI

Commenti