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IF2017: VENT’ANNI DI TIRRENO ONLINE

La sala azzurra della Scuola Normale Superiore ha ospitato una tavola rotonda di direttori ed ex direttori del Tirreno, il popolarissimo giornale toscano che si occupa di molte province: i protagonisti, dunque, sono stati Luigi Vicinanza, Giuseppe Burschtein e Roberto Bernabò. 

La prima parte della conferenza è stata, anche a detta dei relatori, un po’ autocelebrativa: hanno voluto ricordare (e far conoscere al pubblico) il clima in cui era nato Il Tirreno Online, nello specifico nel 1997. All’epoca, la rete in Italia copriva 1/20 o addirittura 1/30 di spazio rispetto a quella attuale. I giornali online erano pochissimi: L’Unione Sarda, L’Unità e Repubblica. Il Tirreno Online era arrivato quinto o sesto. Ad ogni modo, oggigiorno, la figura del Social Media Editor è così importante da avere  contatti molto stretti con redazione e direzione, dato che è l’incaricato alla diffusione delle sue notizie tramite i social network.

Per un fortuito caso, le telecronache seguite all’interno del suddetto furono seguite anche da Repubblica (e dallo staff di Alitalia). Per un’altra fortuita coincidenza, i vent’anni del Tirreno Online coincidono con i 140 anni del suo corrispettivo cartaceo.

Il teatro di questa creazione fu il terzo piano del palazzo della redazione, descritto già dall’inizio con termini misteriosi. A detta dei diretti interessati “erano visti come marziani, ma questo succedeva anche con Repubblica”.

IF2017 - vent'anni di tirreno online

IF2017 – vent’anni di tirreno online

Per ciò che concerne la parte meramente tecnica, Frontpage era l’applicativo della suite Microsoft che loro usavano, mentre 3P era il sistema editoriale. C’erano le rubriche “il Santo del giorno” e “la notizia del giorno”, quest’ultima costituita da un’immagine e dal link in sé. Qualcosa che, dunque, non esisteva sulla carta.
Dopo qualche mese, questo team andò in Sardegna per realizzare le versioni online de La nuova Sardegna, poi fu la volta de Il Piccolo di Trieste, della Gazzetta di Mantova ecc. Anche i loro colleghi di Repubblica facevano lo stesso, tuttavia la loro équipe era molto più grande e specializzata.

Nel 2009 i siti sono stati rifatti e i giornalisti sono stati “educati” a scrivere sia su carta che su internet, inoltre il team del Tirreno Online aveva creato anche il blog per aiutarsi con il dialogo. A tutt’oggi si definiscono un giornale partecipativo e di sentimento: per dimostrare la prima asserzione c’è la notizia della visita alle mura per i 140 anni dalla fondazione del Tirreno cartaceo, mentre per provare la veridicità della seconda il titolo della prima pagina in seguito all’alluvione della prima domenica di Settembre (“Coraggio Livorno”) e quello relativo al concerto dei Rolling Stones a Lucca (“Il mito è qui”). Quest’ultimo è in poco tempo diventato oggetto di culto.

Naturalmente è stata affrontata anche l’annosa questione “giornali cartacei versus giornali online”: la disputa si è conclusa stabilendo che, per quanto i principali fruitori dei primi siano generalmente persone anziane e quelli dei secondi siano i giovani ma anche le persone fra i 30 e i 45 anni, il formato cartaceo non morirà mai. D’altra parte l’80% del guadagno delle testate italiane deriva proprio da quest’ultimo tipo.

Nel dibattito si è parlato anche del linguaggio da usarsi in ambito giornalistico: è importante sì essere semplici,ma nel senso di “chiari”, non certo in quello di “banali”.

Maria Sofia Rebessi per RadioEco

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