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IF2018 – Blade Runner (The Final Cut) @ Cinema Arsenale

IF2018La Domenica internettiana di IF2018 ha coinvolto il Cinema Arsenale con la proiezione di “Blade Runner (The Final Cut)

In una manifestazione orientata al futuro come l’Internet Festival non poteva mancare la proiezione di un film, al Cinema Arsenale, che ha rappresentato e continua a rappresentare un modello per il genere sci-fi, contribuendo soprattutto a creare un’estetica fantascientifica: Blade Runner ha infatti fornito l’ambientazione perfetta per il successivo filone cyberpunk, che viene fatto iniziare con il romanzo “Neuromancer” di William Gibson (pubblicato nel 1984, due anni dopo l’uscita di Blade Runner).

Blade RunnerLa caratteristica più stupefacente del film di Ridley Scott è proprio la scenografia visionaria, che costruisce una vera e propria realtà in cui la Los Angeles del futuro è diventata una megalopoli distopica in cui si incontrano e si scontrano diverse solitudini: per le strade fumose della città punteggiata di neon Deckard, appartenente alle “Blade Runner Units” (una fortunata espressione, “blade runner”, ripresa da un racconto di William Burroughs), deve dare la caccia e “ritirare” quattro androidi ultimo modello fuggiti in cerca del loro artefice con un unico scopo: vivere. Gli androidi, infatti, sebbene siano dotati di forza sovrumana e intelligenza, sono condannati da un dispositivo limitante ad una durata di vita di soli quattro anni. Hanno un aspetto umano e sono stati sottoposti ad innesti della memoria per dare loro dei ricordi che fungano da appiglio per i loro sentimenti instabili, poiché sono degli esseri emotivamente immaturi, nati senza un passato: come gli androidi, o “replicanti”, sono creati senza dei criteri per orientarsi se non gli innesti installati in laboratorio, anche la città stessa sembra estendersi in un vorticoso intrico di edifici moderni e palazzi decadenti ammassati in modo indistinto, in attesa di un’identità che sembra mancare disperatamente alla società del 2019 (anno che per noi, ironicamente ma non troppo, rappresenta il futuro prossimo) e non solo ai cosiddetti “lavori in pelle”.

Grazie a dei villains memorabili (e con cui è davvero facile empatizzare) e all’estetica futuristica Blade Runner ci mostra tutto il fascino ambiguo di un futuro che ci inquieta profondamente ma da cui non possiamo fare a meno di essere un po’ attratti: è significativo che negli ultimi anni si sia sviluppato un rinnovato interesse culturale e artistico per l’estetica cyberpunk, all’interno di un più generale revival di alcune atmosfere anni ‘80.
Blade Runner ha fatto scuola e continua anche oggi ad ispirare.

Maria Giulia Galigani per RadioEco

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