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IF2018 – Come ti prevedo le fake news, come sconfiggere il mostro del millennio

IF2018Seconda giornata di IF2018 all’insegna di uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni: le fake news!

Unire le forze sembra essere la parola d’ordine per questo nuovo problema mediale e sociale Walter Quattrociocchi, coordinatore del CSSLab presso l’IMT-School for Advanced Studies di Lucca, sembra avere delle speranze riguardo l’arginamento in rete delle cosiddette “fake news”. E lo ha dimostrato con innumerevoli dati e grafici alla conferenza tenutasi  nella suntuosa Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi di Pisa nella cornice di Internet Festival.

“La fake news è il mostro del millennio”. Si tratta di informazioni false, nate da mezze verità (se va bene) e irrimediabilmente distorte dall’ “echo-chamber”: una forma di trasmissione dell’informazione che avviene tramite social media e che si fonda sulla “ri-condivisione seriale ” dei post “contagiati”. Un vero e proprio effetto a catena che diventa pericoloso, soprattutto quando si parla di fake news!

 fake news

Per quanto si dimostri consolatoria la speranza del relatore, un dato pubblicato in una rivista scientifica del 2016, sembra scoraggiarci: l’essere umano non è in alcun modo razionale. Anzi, si fa continuamente influenzare da percezioni ed emozioni esterne. Il più delle volte cerca sostegno da parte degli altri perché ha bisogno di rafforzare un determinato punto di vista, basato solo ed esclusivamente sul proprio vissuto, non da informazioni vere e proprie. In sostanza si tratta della “Confirmation Bias”, ossia il pregiudizio di conferma, nel quale l’utente sceglie solo le informazioni che più si avvicinino al suo modo di pensare, senza curarsi della loro veridicità. Il pensiero che sta alla base di questo atteggiamento è semplice: “Mi piace quindi lo condivido”, di conseguenza si vanno ad ignorare, e molte volte a contrastare, tutte quelle idee o punti di vista differenti dal nostro. Ecco che si vanno a formare le cosiddette “polarizzazioni”: gruppi di persone che vanno ad influenzarsi e a sostenersi a vicenda poiché condividono una stessa ideologia.

Un altro problema è dato dalla presenza dell’agenda setting, che gerarchizza le informazioni in base agli interessi della massa, ponendo in rilievo le notizie che possono guadagnarsi con più probabilità, più popolarità. Ma Quattrociocchi, in tutto questo stupro culturale, pare dare una soluzione: “Bisogna unire le risorse a nostra disposizione, far collaborare tutti i settori disciplinari (scientifici, sociologici, analitici ecc…) per studiare e dunque limitare l’elaborazione e la diffusione delle notizie fasulle. Una volta capito il meccanismo che sta alla base delle fake news, è opportuno monitorare le polarizzazioni, scoraggiarle e direzionare i media verso una comunicazione più costruttiva”.

Aurora Parisi per RadioEco

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