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IF2018 – “ Cyberbullismo ” di Simone Cosimi, Alberto Rossetti

IF2018Venerdì 12 ottobre in occasione della seconda giornata dell’Internet Festival 2018 abbiamo assistito alla presentazione del libro “ Cyberbullismo ” di Simone Cosimi, Alberto Rossetti casa editrice Terra Nuova.

“Si tratta di un saggio che partendo dal bullismo fino ad arrivare al cyberbullismo, offre un insieme di strumenti e linee guida per prevenire questo fenomeno in tutte le sue manifestazioni”, sottolinea il dottor Alberto Rossetti, uno degli autori del libro sul cyberbullismo. Gli episodi di bullismo tra ragazzi non riguardano più solo la pausa di ricreazione. Sempre più spesso i soprusi succedono anche nello spazio virtuale dei media digitali usati per diffondere, tramite Internet o cellulare, messaggi, immagini o filmati spregevoli e diffamatori. Oggi sono stati “messi in piazza” durante la presentazione del loro libro, una serie di contenuti, da Simone Cosimi e Alberto Rossetti, che sottolineano come la società non sia ancora abbastanza evoluta per far fronte a tutti questi nuovi mezzi di comunicazione. Le vite online influenzano anche il modo di comportarsi dei ragazzi offline, e questo elemento ha diverse ricadute che devono essere prese in considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo. Fino a qualche anno fa di cyberbullismo in Italia se ne parlava davvero poco, talvolta era concepito come qualcosa di naturale che in qualche modo rafforzava anche il carattere.

cyberbullismo

Nel gennaio 2013, la quattordicenne Carolina Picchio morì suicida, dopo che venne diffuso in Rete un video a sfondo sessuale che aveva lei come protagonista. Da questo momento in poi il cyberbullismo inizia ad invadere le testate dei giornali di cronaca. Subito ci rendiamo conto di non avere abbastanza informazioni per prevenire questo fenomeno. Significativo racconta Simone Cosimi, il messaggio di addio lasciato dalla giovane Carolina, “Le parole fanno più male delle botte, cavolo se fanno male”. Dal percorso di Carolina, il Parlamento, per la prima volta, lancia un forte segnale, per arginare questo fenomeno in crescita, con la legge 71/17: “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.

“Non basta però una legge per fermare un fenomeno come questo” -aggiunge Simone Cosimi “ai ragazzi non deve essere insegnato l’uso delle piattaforme social, questo sono già in grado di farlo di per sé.” Le tecnologie rischiano di spostare il dialogo relazionale quello che la scuola e gli adulti sono chiamati a fare è educare, più che a istruire: potenziando le abilità sociali con particolare attenzione alla consapevolezza emotiva e all’empatia, è importante ad esempio far lavorare in gruppi per aiutare il confronto, la capacità di problemi solving relazionale e la cooperazione. Gli adulti devono cercare nella quotidianità di avere un occhio attento ai propri figli, vigilare sul comportamento dei ragazzi dopo la navigazione in internet o dopo l’uso cospicuo del telefonino e del computer presente in casa (uso eccessivo di Internet anche fino a notte fonda).

In un epoca in cui le relazioni passano dalla rete dobbiamo tener conto che anche il gossip e gli scontri passano dalla rete, è quindi fondamentale non urlare al cyberbullismo ogni qualvolta un ragazzo dice una parolaccia online, significherebbe ingabbiare ancora di più i ragazzi , allo stesso tempo dobbiamo individuare quei limiti in cui si inizia a parlare di qualcosa in più. La crescita di un ragazzo deve passare si dallo scontro ma lo scontro:

  • non deve demolire l’altro
  • non deve essere gratuito
  • non deve essere ripetuto
  • non deve essere mosso dalla volontà di mettere una differenza tra te e l’altro.

“Sono questi i segnali del bullismo e noi abbiamo deciso di dimostrare che possano valere anche per la versione cyber dello stesso fenomeno”, incalza il dottor Simone Cosimi, perché bullismo e cyberbullismo sono facce della stessa medaglia. La speranza di questi giovani autori è di mandare un segnale di chiarezza a tutte le nuove generazioni, già figlie ormai dell’epoca più social della storia. Noi glielo auguriamo e ringraziamo Simone Cosimi e Alberto Rossetti per la gentilezza e il tempo a noi concesso.

Caterina Squillace per RadioEco

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