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IF2018 – intelligenza collettiva e rappresentazione della realtà

IF2018Ci sono tanti modi per intendere la parola intelligenza; tutta l’ottava edizione dell’Internet Festival 2018 lo dimostra. Ma c’è un aspetto che i più potrebbero sottovalutare…

Etimologicamente intelligenza deriva da intelligere, un verbo latino la cui traduzione è intendere. Oltre l’aspetto della comprensione, in senso più ampio, l’intelligenza è quella peculiare caratteristica umana, grazie alla quale l’uomo è in grado di confrontarsi, comprendere e conoscere la realtà. Dunque, oltre l’intendere, il giudicare. Il giudizio non è solo ciò che ha a che fare con contenuti proposizionali. Giudizio è saper mettere in connessione il piano degli individuali e il piano delle regole. Il giudizio serve come regola che illumina e dà significato ai casi particolari: giudizio che mi permette di interpretare quelle cose particolari e di metterle sotto un concetto. Per esempio, il tavolo è regola per la mia esperienza, qualcosa che prescrive alla mia esperienza di riconoscere sotto quel concetto questo oggetto chiamato tavolo o non quell’altro chiamato sedia. Il concetto, molto più semplicemente, è una regola nel momento in cui viene utilizzata nei giudizi per ricondurre sotto di loro le cose che vengono esperite.

intelligenza

Foto di http://www.vita.it

Oltre alla polisemanticità, l’evento 1001 Intelligenze di If2018 ha dimostrato la convivenza di intelligenze di diversa natura – intelligenza connettiva, artificiale, quella delle piante e degli animali, intelligenza legata al lavoro e quella solidale, collettiva – e le ha riconnesse tutte ad un unico principio: “capacità di comprendere e interpretare situazioni ed esperienze complesse”. Ma si potrebbe parlare anche di un altro tipo di intelligenza, quella di chi viaggia “per capire cosa si nasconde dietro l’informazione che circola sui social, reperendo dati oggettivi e facendone un patrimonio da condividere”: Gabriele Del Grande ne è un esempio. Il Blogger e regista italiano è stato protagonista del panel intelligenza collettiva e la rappresentazione della realtà, durante il quale ha sottolineato come i social, o più in generale internet, non sono di per sé né buoni, né cattivi, né neutri, riprendendo la celebre e provocatoria legge di Kranzberg. Il fondatore di Fortress Europe ha dichiarato come “l’utilizzo di internet non è solo quello legato al diffondere materiale e creare reti. In un uso molto più ampio, internet è un grande archivio”.

Drawla, il suo ultimo lavoro, una maxi-inchiesta sullo Stato Islamico visto dalla prospettiva di tre disertori, è un esperimento che si basa sulla commistione di raccolta di testimonianze dirette e confronto con contenuti pubblicati nel web. Nelle epoche agitate come la nostra, il rischio che il pubblico si fermi solo all’apparenza delle immagini, tuttavia, è molto elevato. Come in un gioco di chiaroscuri, di tutto un ampio discorso si illumina solo una piccola parte, mentre tutto ciò che servirebbe a spiegarlo, viene lasciato nel buio. È proprio in questo buio che si brancola nel momento in cui si perde la volontà di dare un significato alle narrazioni, visive e uditive. Il trucco sarebbe anche facile da scoprire, ma nei momenti di grande passione, questa volontà manca. La storia, allora, deve fare un passo verso la verità partendo dal verosimile che ci circonda.

Il verosimile è il senso comune, ovvero l’insieme dei valori condivisi. Senza riflessione, il senso comune si trasforma in pregiudizio. Senza scomodare più di tanto un Grande del pensiero occidentale, si potrebbe dire che le verità sono metafore di cui abbiamo dimenticato l’uso. Ma senza essere troppo nichilisti, basterebbe riconoscere la metafora come una delle modalità fondamentali con cui l’uomo si approccia al mondo. La metafora è un trasferimento, ha un valore epistemologico-cognitivo. Il primo approccio degli esseri umani è astratto e i mezzi di rappresentazione facilitano la conoscenza. “È importante – conclude Gabriele – confrontarsi con questa mole di informazione che sta nella rete e affidare alla propria intelligenza il compito di darne un senso. Chiunque deve essere in grado di dare significato a questa narrazione”.

Costantino De Luca per Radioeco

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