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IF2018 – Intelligenze “biologiche”, quindi letterarie

IF2018Intelligenze “biologiche” quindi letterarie. È possibile pensare all’ intelligenza secondo un’ ottica sia biologica e anche letteraria? Un riflessione che a cura di Alberto Casadei, Paolo Gervasio e Michele Cometa

Giovedi 12 ottobre, presso il Centro Congressi Le Benedettine, si è svolto, all’ interno del fitto programma di Internet Festival 2018, l’ incontro Intelligenze “biologiche” quindi letterarie.

L’evento moderato dal filosofo Matteo Pelliti, ha visto la partecipazione di tre relatori: Alberto Casadei docente di Letteratura Italiana presso l’ Università di Pisa; Paolo Gervasi Marie Skłodowska-Curie Research Fellow alla Queen Mary University di Londra, ove lavora a un progetto di ricerca sulla storia  della caricatura tra letteratura e arti visive; e Michele Cometa insegnante di Storia della Cultura e Cultura Visuale nell’ Università di Palermo.

Cometa è partito, nella sua riflessione, facendo riferimento a elementi di antropologia del 900. Sin dalla preistoria infatti, l’uomo ha avuto la necessità di creare utensili e oggetti artistici per poter compensare i propri limiti. Questa creazione lo ha collocato in un tempo e in dove e dunque in una storia. La letteratura, secondo quest’ ottica, indaga una nostra dimensione interiore e risponde alla nostra esigenze di raccontare sia noi stessi che in contesto situazionale a cui apparteniamo.

Intelligenze

La riflessione di Alberto Casadei si è basato su un suo studio Biologia della letteratura. Corpo, stile, storia, edito dal Saggiatore nel 2018, dedicato a questioni di poetica cognitiva. L’ illuminismo è stato un momento di separazione tra sapere scientifico e letterario, con conseguente specializzazione di entrambe le aree. I rituali primitivi nascono come esigenza di raccontarsi insita in individui biologici che gli sviluppano e le li caratterizzano secondo un proprio modo, un proprio “ stile ”, da individuare non come elemento di scarto ma bensì come ” nucleo di senso “. Spostandoci verso l’ attualità, il passaggio al digitale deve essere visto non come punto di arrivo, con conseguente svalutazione di quella che è la dimensione letteraria, ma piuttosto come possibilità di acquisire nuovi strumenti, in un’ ottica perciò di integrazione e non mera finalizzazione.

Gervasi, il quale ha recentemente pubblicato il libro Vita contro letteratura. Cesare Garboli: un’idea della critica , ha voluto sottolineare quanto la letteratura abbia a che fare con la vita e esistenza materiale delle persone. La poesia con il suo ritmo ci riporta al ritmo cardiaco e dunque alla vita biolgica dell’ individuo. La narrazione è quello strumento attraverso il quale ci si colloca nel tempo e nello spazio. Interrogarsi dunque sulla possibilità di una “ fine” della dimensione letteraria è a suo dire alquanto pessimistico e improbabile.

Un’ incontro in definitiva che suggerisce una possibilità di connubio tra due dimensioni solo apparentemente distinte: Intelligenze “biologiche”, dunque letterarie.

Isabel Viele per RadioEco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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