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IF2018 – La Fuga: fuggire per tornare a ritrovarsi.

IF2018La Fuga: fuggire per tornare a ritrovarsi. Un’interessante intervento musicale ad opera della pragmatica Vera di Lecce.

Il secondo pomeriggio di questo Internet Festival 2018 è stato spettatore di un’interessante intervento musicale tenutosi nella Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi di Pisa, ad opera della pragmatica Vera di Lecce. L’artista, che dopo molti anni spesi nel gruppo musicale Nidi d’Arac ha intrapreso la carriera solista, è stata accompagnata dalla chitarra noise di Carlo Martinelli ed ha catapultato gli spettatori fra le corde “stonate” di un animo in tumulto, accompagnandoli in una fuga frenetica dal reale.

Fuga

L’appuntamento portava appunto il titolo de La fuga ed è stato proprio il correre, l’inseguire sé stessi fra il silenzioso scorrere delle abitudini e delle apparenze il tema che ha ispirato l’esibizione di Vera. La cantante ha dato il via alla sua performance citando, fra lo scorrere dei primi accordi, una poesia di Emily Dickinson ed ha così dato il via all’esecuzione di una serie di pezzi che hanno letteralmente ipnotizzato il pubblico. Il ritmo iniziale si è insinuato quasi in maniera subdola fra il pubblico, in un vortice di assonanze e dissonanze che sembravano quasi far storcere il naso. Per arrivare poi al constatare di come la testa, i piedi stessero inconsciamente battendo quel ritmo così ipnotico. Ad accompagnare il tutto, la particolare voce di Vera che grazie all’ausilio di un campionatore, ha coronato quella sperimentazione musicale che ad ogni susseguirsi di un brano, portava ad un crescendo continuo del ritmo.

Fuga

Interessante la fusione dei suoni fra la chitarra elettrica e il tamburello, rappresentanti di due epoche musicali così diverse, che fusi insieme hanno creato un suggestivo connubio, fusione di passato e presente nella creazione di un qualcosa di unico. “Dedicata agli esseri umani in fuga dalla mente dell’uomo” aveva esordito Vera citando la Dickinson, ed alla fine della sua esibizione, come a rispondere alla poetessa dell’800, la cantante recita “Insegnami a ritornare, perché di fuggire ne ho abbastanza”. Con queste parole di Vera di Lecce si è conclusa questa breve esperienza d’incontro tra musica e tecnologia. Due elementi all’apparenza così distanti, si son dimostrati capaci collaboratori d’arte.

Di seguito una piccola intervista a Veda Di Lecce

Irene Camposano per RadioEco.

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