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#ijf18: il traditore. Mafia, politica e giustizia – Abbate e Gomez

Terza Giornata delFestival Internazionale del Giornalismo di Perugia: Lirio Abbate, vice-direttore de L’Espresso, e Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it e di FQ Millenium, presentano un libro che verrà pubblicato a breve a cui i due giornalisti accennano senza entrare nei particolari che scopriremo solo leggendo.

Peter Gomez racconta di una vicenda con protagonista Filippo Alberto Lapisarda, membro di Fininvest: quando Gomez lavorava presso il giornale di Indro Montanelli, Lapisarda gli chiese se conoscesse Marcello Dell’Utri e, alla risposta negativa di Gomez, sussegue un richiamo di Lapisarda a Dell’Utri al quale presenta lo stesso Gomez. Dell’Utri, uno degli uomini-chiave di Fininvest, dice a Gomez di essere un suo lettore, tuttavia gli fa notare come nel mondo della carta stampata non sia importante come si scrive bensì cosa si scrive. In occasione delle festività di Natale Lapisarda ed altri dirigenti Fininvest regalano a Gomez un rolex d’oro dopo che quest’ultimo aveva scritto un articolo su una sentenza di assoluzione dello stesso Lapisarda ma, l’allora giovane cronista, segue il consiglio di Indro Montanelli, all’epoca suo direttore, di rifiutare il regalo.

Lirio Abbate e Peter Gomez - #ijf18 foto di Sara Binelli

Lirio Abbate e Peter Gomez – #ijf18 foto di Sara Binelli

Successivamente, dinanzi ai giudici, Lapisarda confessa che Berlusconi aveva chiesto al boss Bontate di entrare in società con lui, a questo punto emerge un altro soggetto nominato da Gomez: Marcello Dell’Utri, da sempre considerato il braccio-destro di Berlusconi. Ma chi è Dell’Utri? Da dove nascono i rapporti tra quest’ultimo e Berlusconi? Dell’Utri, uno dei numeri uno di Fininvest, è colui che ha fatto entrare Mangano nella villa di Arcore come “fattorino” che arriva a guadagnare fino a un milione di lire al mese, è colui che è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Ed in questo discorso si inserisce Lirio Abbate che parla di due fratelli siciliani, i fratelli Graviano, che sono stati condannati al 41 bis e che avevano rapporti Dell’Utri. I due giornalisti non entrano nei particolari del libro che contiene anche fatti inediti, non si fanno neppure sfuggire chi possa essere “il traditore” lasciando spazio alla nostra immaginazione ma, come ricorda il vice-direttore de L’Espresso, i mafiosi sono gli unici che non dimenticano e non dimenticheranno mai mentre sfortunatamente sono i lettori che spesso sono succubi della carenza di memoria e “dimenticano persino di un leader politico chr ha rapporto con la mafia”.

Farouk Perrone per RadioEco

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