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Il jazz del Quintetto di Livorno incontra i colori di Modigliani

DSCN0306È un anno speciale per Modigliani questo 2014. Ricorre sia il 130° anniversario della nascita dell’artista livornese, sia il 30° anniversario dello scherzo delle false teste trovate nel Fosso Reale di Livorno. Paradossalmente l’attenzione su Modigliani si sta concentrando in “terra nemica”, cioè a Pisa. Infatti la città, oltre ad ospitare una delle più importanti mostre dedicate al genio di Modì, è diventata anche palcoscenico per molti eventi collaterali che celebrano il grande pittore.

Così, in contemporanea con la mostra a Palazzo Blu, il Teatro Sant’Andrea ha ospitato domenica 9 novembre un concerto del Quintetto di Livorno interamente dedicato al tratto di Modì. Il quintetto, che ha visto Andrea Pellegrini al piano, Tino Tracanna al sax, Tony Cattano al trombone, Vladimiro Carboni alla batteria e Nino Pellegrini al contrabbasso, ha colto l’occasione per presentare il suo nuovo Progetto Modigliani. Il concerto, inserito all’interno del cartellone Pisa Jazz curato da Ex Wide, è stato un vero e proprio sold-out, con il teatro gremitissimo.

Dopo l’album Progetto Macchiaioli dedicato a Giovanni Fattori (2008, Nuovo Jazz Italiano – Studio Vinile), questo nuovo progetto discografico si affianca ad un libriccino, Mirabolanti avventure di un jazzista, dove Andrea Pellegrini, una star ormai affermata nel pianismo jazz italiano, si racconta tra ironia e aneddoti. Il disco, invece, prende il titolo Modigliani – il tratto, l’Africa e perdersi.

DSCN0308Il Quintetto di Livorno, nel suo concerto al Sant’Andrea, ha riproposto i brani che compongono questo disco, introducendo volta per volta ogni pezzo con una sinossi. Il concerto ha messo in luce le grandi capacità di interplay del gruppo che, pur non aggiungendo niente di “nuovo” al proprio stile, ha regalato un grandissimo spettacolo. In particolare ci ha colpito l’introduzione al pianoforte de Il tratto, che sembra quasi una citazione di Ravel o Debussy, compositori contemporanei di Modigliani. L’introduzione nervosa di Africa, con la batteria di Carboni che riprende la visceralità e variabilità ritmica del grande continente, e poi si sviluppa con strutture anomale e tempi dispari. Interessante inoltre la suite che prende il nome di Modigliani, con quattro movimenti: swing il primo, aperto il secondo, blues il terzo e ballad il quarto. Nell’encore si segnala invece una trascinante esecuzione de Il riposo (Il carro rosso), brano tratto dall’album “Progetto Macchiaioli”.

Tutti sono brani energici, con seducenti dinamiche, e spicca ovunque il sax di Tino Tracanna, che viaggia su livelli altissimi. L’incrocio di fiati, con il trombone di Cattano, crea tessiture espressionistiche dove si lavora molto sulle timbriche degli strumenti.

Il Quintetto ha decisamente fatto un grande lavoro, sia di ricerca di colore espressivo che di cura dei temi, e forse è il caso che un progetto del genere approdi direttamente a Montmartre, laddove Modì visse i migliori anni della sua vita artistica.

Giuseppe F. Pagano
Redazione musicale

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