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Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra #PBF2016

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Domenica 13 Novembre in aula Fermi è stato presentato un libro estremamente interessante ed inedito: Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra. (editrice Il Sirente).

Coinvolta nell’incontro l’autrice del libro, la giovanissima scrittrice britannica Sumia Sukkar e il moderatore Luca Murphy.

Sumia Sukkar, figlia di genitori siriani,  ha pubblicato questo libro a soli 21 anni, appena il giorno dopo aver conseguito la laurea in scrittura creativa. “Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerratratta del conflitto siriano tramite il racconto di un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger, dunque attraverso un punto di vista del tutto nuovo e puro, incontaminato e oggettivo.

Proprio per questo motivo l’autrice ha pensato di adottare questo tipo di lente, facendo ruotare il tutto attraverso i pensieri di Adam, ragazzo la cui famiglia sta cercando di scappare da Aleppo, centro del conflitto siriano, per arrivare a Damasco. Adam ha soli 14 anni e, affetto dalla sindrome di Asperger( spettro dell’autismo), cerca di rappresentare le sue emozioni attraverso la pittura. La sua malattia lo porta a percepire il conflitto a suo modo e a voler dipingere le sue sensazioni, attribuendo a ogni cosa che vede un colore.

9788887847581-front-cover-96rgbOgni capitolo ha il nome di un colore: Adam vede le persone avvolte da un’aurea colorata a seconda dei loro stati d’animo e dipinge il suo terrificante vissuto durante una guerra che non riesce a comprendere, vede solo un incomprensibile violenza che riduce la sua vita e la sua casa in macerie e divide la sua bella città in barricate di guerra. Un libro in cui l’arte sembra diventare una forma di resistenza in un momento veramente buio.

Adam dà colore a ciò che è ormai una realtà in scala di grigi: sommersa dalla polvere.  Obiettivo dell’autrice è rendere il conflitto tramite un occhio per cui tutto è bianco e nero ed innocente, al netto delle rappresentazioni falsate che i media continuano a darci del conflitto: sempre inevitabilmente storpiate da numerosissimi fattori.

Sumia per scrivere la storia ha avuto testimonianze dirette dalla zia che vive in Siria: il libro è un intreccio di finzione e realtà. Le descrizioni sono innocentemente brutali. Ciò che voleva era capire l’essenza della storia da raccontare e togliere gli eccessi. In questo i personaggi l’hanno aiutata molto  diventando  parte di lei e mostrandole la storia. Mettere a fuoco l’essenza umana del conflitto, trasmettere il valore della bontà umana: elemento a cui Sumia crede profondamente. Proprio per questo motivo l’autrice non si vuole far portavoce di una fede particolare o di un credo politico, ma semplicemente trasmettere un valore universale. Non a caso l’autrice è stata cresciuta da due genitori figli di una società multiculturale, i quali le  hanno fatto leggere sia la  Bibbia che il Corano, il cui senso intrinseco è per lei la bontà umana, il non fare del male al prossimo. Adam è infatti un nome che unisce le tre religioni che compongono la Siria per comprendere nella narrazione tutte le religioni siriane.
Sumia non sa tuttora quale sia la sua fede ma crede nella bontà umana. Quando pensa a Damasco, ricorda i tempi spensierati in cui a natale da piccina andava a trovarvi la nonna e sentiva l’odore di gelsomino nell’aria e  tutto era colorato: un odore  che è stato sostituito da sangue, un colore impolverato dal grigio che uccide tutto.

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Il processo che ha portato alla scrittura del libro è stato lungo coinvolgendo editing e scrittura e portando l’autrice  a frequentare numerosi centri per l’autismo, dove ha potuto capire in maniera profonda la natura della sindrome.

Adam sembra soffrire di sinestesia: il metterlo su carta è un processo certamente difficile. Qui sta proprio la rarità di questo libro che offre immagini crudissime attraverso una lente innocente, limpida, semplice. Le immagini che ci sono proposte sono brutali, ma il mezzo attraverso cui ci sono trasmesse è semplice: è il fattore umano base. Questo perché, come afferma l’autrice,” non cerchiamo il modo più semplice di scrivere ma il modo più passionale. Quando non arrivano le parole prende il sopravvento il colore: ho scelto di raccontare un ambiente grigio dove però i colori di Adam brillano.”

Non a caso questo libro  ha ottenuto il plauso della critica inglese. La drammatizzazione radiofonica del libro è passata nel prestigioso “Saturday Drama” della BBC, dopo la quale sono stati acquistati i diritti per la realizzazione di un film tratto dal libro.

The National l’ha definito“Orribile e bello allo stesso tempo”, noi vi invitiamo ad acquistarlo e leggerlo.

Elena Alei per RadioEco

 

 

 

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