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IL TRONO DI SOTTOCULTURE #11: POP E ROCK GIAPPONESI

luna haruna giapponesiSolitamente si tende ad associare la musica, specialmente quella rock e pop, all’Occidente, ma il Sol Levante sa sorprendere da questo punto di vista.

J-pop: in patria si tende ad applicare suddetta etichetta a tutta la produzione pop, ciò vuol dire che vengono compresi svariati generi (elettronica, soft rock, dance). Tra l’altro, nei negozi nipponici i generi sono essenzialmente quattro: J-Pop, Enka, Classica e Internazionale.

All’estero, invece, ogni tipo di canzoni giapponesi è distinto dal suo contraltare occidentale con una J (ecco perché J-Pop, ma chiaramente anche J-Rock).

Il J-Pop, nato negli anni Novanta, ha avuto influenze europee e nordamericane. Per via delle serie TV, degli anime e dei videogiochi è fra i due il più famoso.

Una degli esponenti di punta è Luna Haruna, nome d’arte di Aya Ito (nata l’11 Ottobre 1991). Durante un’intervista al giornale giapponese Nihongogo disse di aver preso ispirazione dalle canzoni di Sailor Moon; questo le ha permesso di intraprendere la carriera di cantante dal 2011.

J-Rock: nasce, invece, negli Anni Settanta, ma il termine diventa popolare solo a partire dagli Anni Novanta per mere esigenze di catalogazione. Con molta probabilità il rock giapponese è stato influenzato da quello psichedelico; nello specifico si ispira alle melodie e sonorità occidentali ma le riprende in chiave nipponica.

Un discorso a parte merita il sottogenere del visual kei (e cioè “stile visuale”): esso nacque all’inizio degli Anni Ottanta nel quartiere giapponese di Harajuku (zona di Shibuya) in cui svariati gruppi dallo stile trasgressivo si esibivano all’aperto. Da questo fenomeno nacque un genere in cui si mescolavano elementi androgini e provocanti a caratteristiche estetiche del teatro kabuki.

Dal 2002 in questo settore opera la band The GazettE, più vicina al punk e perfino all’Heavy Metal. Una delle loro canzoni più famose, Shiver, nel 2010 è diventata l’opening della seconda stagione dell’anime Kuroshitsuji.

the gazette giapponesi

Sul social network più famoso la pagina Otaku Paradise è una delle più attive nel far conoscere agli ascoltatori occidentali questa parte di cultura musicale giapponese.

Maria Sofia Rebessi per RadioEco

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