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IL TRONO DI SOTTOCULTURE #7: ARKONA

arkona 1Colbacchi, danza classica e la cattedrale di San Basilio: con questo trittico si riassume la Russia nell’immaginario collettivo. Ma la terra di Dostoevskij e Tolstoj si rivela un forziere pieno di gemme anche dal punto di vista musicale; gemme -a dirla tutta- nascoste, molto probabilmente per via dell’incomprensione linguistica. Una di queste è rappresentata dagli Arkona, la punta di diamante del pagan metal russo.

Il paganesimo è sempre stato un filo rosso che si è dipanato nel corso delle vicende dei componenti della band: questo fatto è dimostrato dall’appartenenza di Maria Arhipova (alias Masha Scream) e di Alexander “Warlock” Vorylov a una comunità pagana chiamata Vyatichi. Entrambi, tuttavia, avevano il sogno di fondare un gruppo musicale in linea con le proprie teorie: tale gruppo si chiamava Hyperborea e fu adottato il nome Arkona solo in seguito. A partire dal Febbraio 2002, dunque, i neonati Arkona iniziarono a farsi conoscere.

Circa un anno dopo -nel Marzo del 2004- grazie alla testardaggine di Masha riuscirono a produrre il loro primo album dal titolo Vozrozhdenie (trad. “revival”) e l’estate del medesimo anno vide la nascita del secondo, chiamato Lepta (trad. “Il contributo”).

Il 2005 vide un significativo cambiamento di rotta, e cioè l’utilizzo di veri strumenti in luogo dei precedenti suoni stilizzati. Gli Arkona, poi, parteciparono al Ragnarok Festival tre anni dopo.

arkona 2

Goi, Rode, Goi -ossia l’album più importante di tutta la loro storia discografica- vide la luce nel 2009: per la prima volta gli Arkona assoldarono un coro e un quintetto d’archi per la realizzazione dei brani. Tra questi si possono annoverare Goi Rode Goi (“Ehi, Rod, Ehi”), YariloLiki Bessmertnykh Bogov (“Mimi degli idoli immortali”), Pamiat (“La Memoria”) ed Arkona.

Slovo è l’album che ha contribuito alla diffusione della loro fama anche al di fuori dei confini nazionali, ad esempio tramite brani come Zakliatie (“Invocazione”), Odna (“Solo”) e Zimushka (“Inverno”).

Maria Sofia Rebessi per RadioEco

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