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IL TRONO DI SOTTOCULTURE: MUSICA CELTICA #1

eluveitie musica celticaSicuramente i lettori più esperti, vedendo le parole “musica celtica”, avranno pensato in modo istantaneo al musical “Riverdance” di Bill Whelan e Michael Flatley. Ma suddetto tema è stato trattato anche da alcune band fra le quali spiccano gli Eluveitie e gli Omnia, naturalmente con modalità differenti.

Gli Eluveitie sono svizzeri ed il nome significa “L’elvetico” in gallico; d’altra parte questo solleticherà i ricordi liceali degli antichisti, visto che la Confederazione Elvetica è l’odierna Svizzera e il territorio degli Elvezi fu inglobato nell’Impero Romano.

Non solo sono pezzi da 90 nell’ambito del genere Folk Metal, ma, stando alle parole del fondatore (il cantante Chrigel Glanzmann), si vogliono proporre dal 2002 come testimoni del popolo le cui radici scorrono nel loro sangue e dunque di un passato da non dimenticare.

Il loro sito ufficiale è organizzato secondo le voci News, Tour, Music, Band, Shop, Community, Contacts& Links, inoltre c’è una barra laterale che consente di accedere al loro merchandise.

Si sono esibiti anche in Italia lo scorso 5 Agosto in occasione del festival Metal For Emergency.

Tra i loro lavori più importanti in materia di musica celtica si possono annoverare Slania’s Song, Quoth the Raven, King, Thousandfold, A rose for Epona (e cioè la dea dei cavalli), Omnos (che peraltro ha due versioni di cui una più orientata verso il genere Metal), Inis Mona e The Call of the Mountains (cantata pure in italiano con il titolo “Il richiamo dei monti”).

omnia musica celtica

Passando agli Omnia, qui si può notare (dal 1996) una maggiore commistione di strumenti musicali e di generi. Loro amano definirsi pagan folk neoceltico, oltretutto hanno sì base nei Paesi Bassi ma i componenti vengono dall’Irlanda, dal Belgio, dalla Germania e dell’Inghilterra.

La mistura di generi all’interno della loro particolarissima musica celtica si può vedere specialmente nel lavoro Pagan Folk Lore del 2008, nelle cui canzoni si fa riferimento a una festa pagana (Beltaine), al Macbeth (Witches’ Brew), a Edgar Allan Poe (The Raven) e persino alla tradizione afghana (Dil Jaya). Non sono però esenti a critiche pesanti al mondo in cui viviamo, e lo dimostrano le canzoni I don’t speak human e Dance until we die, a dimostrazione del fatto che la musica celtica non è soltanto ancorata a un passato di Storia e tradizione.

Maria Sofia Rebessi per RadioEco 

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