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Il Trovatore di Giuseppe Verdi @TeatrodiPisa

Storia d’amore, di tradimenti e di vendette, Il Trovatore, tragico e violento, nel catalogo verdiano occupa una posizione speciale, in mezzo tra Il Rigoletto e La Traviata. Cupo e tenebroso, in cui il mondo dei vivi comunica con quello dei morti, così come elementi naturali e soprannaturali convivono senza fratture, è uno dei manifesti del melodramma romantico italiano.

Il capolavoro del “geniale compositore”, in una coproduzione tra I Teatri Reggio Emilia, Teatro “Luciano Pavarotti” di Modena, Teatro di Pisa, nell’allestimento del Teatro Verdi di Trieste, è andato in scena al teatro Verdi di Pisa venerdì 10 e domenica 12 ottobre, per la regia di Stefano Vizioli, nelle interpretazioni di Vittorio Vitelli (il Conte di Luna), Vittoria Yeo (Leonora), Silvia Beltrami (Azucena) Gianluca Terranova (Manrico), Francesco Milanese (Ferrando). A dirigerlo è stato il giovanissimo Andrea Battistoni, il quale ha definito Il Trovatore “l’opera verdiana che più di tutti ha contribuito a creare l’immaginario di una musica di Verdi eroica e passionale, la quinta essenza del melodramma romantico spinto alle sue più infuocate conseguenze“.

Il Trovatore di Giuseppe Verdi (foto di Imaginarium Creative Studio) - Francesco Milanese (Ferrando), Silvia Beltrami (Azucena), Sergio Bolgona (Conte di Luna)

Il Trovatore di Giuseppe Verdi (foto di Imaginarium Creative Studio) – Francesco Milanese (Ferrando), Silvia Beltrami (Azucena), Sergio Bolgona (Conte di Luna)

Sotto il profilo drammaturgico, c’è chi ha visto ne “Il Trovatore” un conformismo tradizionale e di regresso delle tematiche.
A prima vista, Leonora potrebbe sembrare la dama altolocata, l’eroina tradizionale, che paga con la morte l’amore per un eroe fuorilegge, Manrico. Ben oltre le apparenze, invece, Leonora sfida fino in fondo le consuetudini, andando inesorabile incontro al proprio destino, sacrificandosi per salvare l’amato Manrico.
Tuttavia, il protagonista non è né l’amante fuorilegge né l’amata aristocratica, bensì la zingara, Azucena, vero centro del dramma, al tempo stesso madre amorevole di un figlio non suo e figlia vendicatrice di una madre arsa viva; personaggio visionario e tormentato, fonte di ispirazione della altrettanto celebre gitana Esmeralda di Victor Hugo.
All’opposto di Azucena, il Conte di Luna, ossessionato dall’amore per Leonora, alla ricerca di un fratello da vendicare, che trova nel momento stesso in cui ne ha decretato la rapidissima e bruciante fine.

Il Trovatore di Giuseppe Verdi - Immagine di Afredo Anceschi - Francesco Milanese (Ferrando)

Il Trovatore di Giuseppe Verdi – Immagine di Afredo Anceschi – Francesco Milanese (Ferrando)

Opera di evocazione, protagonista del meccanismo drammatico è l’incomunicabilità nella quale i personaggi si muovono. Essi richiamano alla memoria fatti precedenti, senza che una loro attuazione venga sul palcoscenico, la cui risoluzione è da ricercare non tanto nelle azione o nel libretto, ma nella musica.

Costantino De Luca per RadioEco

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