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In diretta da Saxa Rubra

4849radioasansiroIl calcio è fatto di tante storie: la radio è una di queste.

La radiocronaca di una partita di calcio è fondata sulla gentilezza del radiocronista che cede i propri occhi, per tutta la durata dell’incontro, a chi ascolta. Grazie a questa cortesia, qualunque ascoltatore, che sia un intenditore, un tifoso o un semplice signore che, in seguito ad un impaziente processo di zapping fra le stazioni radio, si trova ad ascoltare la cronaca, proietta nei suoi occhi lo svolgimento della partita che gli viene raccontata. Quindi, si crea immediatamente fra l’ascoltatore e la voce narrante una linea diretta che sfocia, spesso, in gesti irrazionali da parte del primo, proprio per l’ansia terribile che lo avvolge.

Francesco Repice, una delle voci di Tutto il calcio minuto per minuto, il programma radiofonico sul calcio per eccellenza, a tutti noto per i suoi collegamenti dalla sede di Saxa Rubra, ricorda quando, in adolescenza, ascoltando le partite della sua squadra del cuore, ha finito col rompere la radiolina, proprio a testimonianza di un rapporto tutto fisico che si instaura fra quest’ultima e chi la ascolta.

La struttura della radiocronaca moderna è merito di Herbert Chapman, un signore inglese che ha rivoluzionato nei primi anni del ’900 l’intero settore di questo sport. In Italia arriva grazie all’ineccepibile emulazione da parte di Nicolò Carosio che, tornato da un viaggio nella terra di Albione, propone subito questa idea all’EIAR, antenata della Rai, la quale accetta la proposta.

Nel primo periodo, la radiocronaca non era ben vista, in quanto le autorità federali credevano che questa potesse invogliare i tifosi a non seguire la partita dallo stadio, ma più comodamente dalla propria casa. Solo dal 1977, grazie al Presidente della Lega Calcio Franco Carraro, verrà estesa totalmente ai 90 minuti. Proprio con questa innovazione, nasce, in radio, un vero e proprio “Dizionario del calcio”: prima Nicolò Carosio che traduce, per le imposizioni del governo fascista, alcuni termini inglesi in italiano – così Goal diventa per la prima volta rete, Cross traversone e Corner finalmente calcio d’angolo –,  poi anche Sandro Ciotti si aggiungerà alla cerchia dei “neologisti”, dando luce ad una delle espressioni più ripetute della cronaca calicstica, “Clamoroso al Cibali”, con la quale si vuole mettere in risalto, al termine della partita, quanto il risultato sia imprevisto.

Con il passare del tempo e l’avvento della tecnologia, la situazione è un po’ cambiata. Oggi le pay-tv sono le padrone del settore, grazie alla possibilità, per i loro clienti, di fruire di un infinito numero di telecamere poste anche nelle zone più remote del campo. Tuttavia, rimane sempre uno zoccolo duro di appassionati che, per necessità o romanticismo, preferiscono il suono e l’immaginazione all’immagine.

Davide Perfetti

Redazione sportiva

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