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Incontro interreligioso alle Logge

incontro interreligioso

incontro interreligioso, simboli lechlechaassociazione.wordpress.com

“Incontro interreligioso in ricordo del 70° anniversario di Hiroshima e Nagasaki”

Domenica 22 novembre, presso Le Logge dei Banchi a Pisa, si è tenuto l’Incontro interreligioso in ricordo del 70° anniversario di Hiroshima e Nagasaki, iniziativa all’interno del ciclo di incontri Pisa non dimentica Hiroshima e Nagasaki.

Ad aprire i lavori, una rappresentante della comunità induista, accompagnata dagli organizzatori tra i quali la prof.ssa Enza Pellecchia del Dipartimento di Scienze per la Pace dell’ Università di Pisa.

La rappresentante religiosa ha diffuso il suo messaggio di fede insieme a una mezzo soprano e da un’altra fedele. Un’atmosfera di pace e serenità ha pervaso l’animo dei presenti invitati a unirsi al canto.

La pace tornerà, auspichiamo un intervento divino. Il mezzo per raggiungere tal fine è la conoscenza.” Om Shanti” a tutti voi!

 

Si sono susseguiti molti interventi, tutti seguiti e ripresi da stacchi musicali. Le candele sparse sul palco creavano la giusta atmosfera di meditazione mentre sullo sfondo veniva proiettata l’immagine della Terra circondata dai simboli religiosi dei raggruppamenti presenti.

Il secondo a salire sul palco è stato, Paolo Orsucci, esperto della comunità ebraica pisana. Ha letto un messaggio del rabbino capo, che, a causa di impegni, non è potuto presenziare all’incontro.

Il tema della violenza e dell’omicidio è presente anche all’interno della Sacra Bibbia. Nell’antico testo, infatti, si menzionano sia le qualità positive che negative dell’uomo. L’ episodio di Hiroshima e Nagasaki è paragonabile a quello di Sodoma e Gomorra. Attraverso la mediazione e vigilanza sarà possibile sconfiggere il clima di terrore e riportare la pace.

E’ stata poi la volta di Giulia Valenti, esponente della comunità buddista Soka Gakkai, che ha spiegato al pubblico la storia del movimento in Italia e, successivamente è passata a illustrare la campagna di sensibilizzazione per il disarmo nucleare. Mezzi importanti sono state letture dei trattati dialogici e la proiezione di un video. Senza dubbio  è stato un momento toccante dell’ incontro, a lungo applaudito dal pubblico, anche grazie al commento della Valenti.

In ogni essere è presente la natura del Buddha. Ognuno percio’ puo’ raggiungere la pace. Le iniziative volte al nucleare non sono altro che volte al demoniaco, non possono essere accettate, ma vanno bensi’ combattute.

L’intervento successivo, è stato quello del gruppo ecumenico, formato da un valdese, un prete cattolico, un rappresentante ortodosso, un prete e un fedele della comunità rumena. Sono stati letti passi del Vangelo, stralci della Dichiarazione del Comitato Centrale del Consiglio  mondiale delle chiese ortodosse, discorsi del Santo Padre e poi ad all’allietare l’incontro, è stato intonato anche un canto del Padre Nostro in rumeno. Il messaggio dei rappresentanti del nutrito gruppo è stato unanime

La volontà di condanna al nucleare è cosa comune al nostro gruppo. Riteniamo il nucleare come un’ abiura del disegno divino.

A seguire la comunità musulmana. Sul palco l’ Imam Mohamed Khalil con alcuni discepoli. Vi è stata la lettura di alcuni passi  del Corano accompagnati da traduzione.  I passi letti trattavano della tematica della non violenza, sia verso gli uomini che verso gli animali, dei messaggi dei Profeti, della lotta verso la corruzione. L’ Imam ha poi espresso un sentito sentimento di condanna verso i recenti attentati terroristici di Parigi.

Cio’ che i  terroristi vogliono toglierci, cio’ che vogliono sacrificare, non è altro che il nostro Corano. Il messaggio della nostra comunità è pacifico, aspiriamo ad una convivenza serena. Condanniamo con fermezza le azioni terroristiche perpetrare a nome del nostro dio Allah. Porgiamo le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime. Condanniamo lo spargimento di sangue innocente causato da azioni deviate e con la maschera della religione.

A chiusura dell’ incontro l’intervento dei rappresentanti della fede Baha’ i, la più giovane fre le religioni indipendenti del mondo.

Lo scopo della nostra fede è di eliminare tutte le guerre, compresa la nucleare e stabilire l’unità e instaurare la pace. Siamo contro ogni forma di discriminazione. Esaltiamo il concetto di giustizia, unica forza che possa trasformare la consapevolezza dell’ unità del genere umano in una volontà collettiva. Uno strumento importante è la religione: nessun serio tentativo di indirizzare nel senso giusto  le faccende umane ed ottenere la pace mondiale ne può essere esente

Isabel Viele per Radioeco

 

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