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Indian Wells live @ Lumiere Pisa [report]

Indian Wells si è esibito ieri sera al Lumiere, in un set che ci ha lasciati totalmente spiazzati e ipnotizzati. Vi raccontiamo com’è andata.

indian Wells

Mentre il meteo ci regala un attimo di tregua dalla pioggia, il Lumiere fa lo stesso, concedendoci una pausa dalla maratona sanremese, trascinandoci nell’allucinante mondo di Indian Wells, pieno di suoni e luci. Pietro Iannuzzi, questo il nome all’anagrafe di Indian Wells, è un producer affermato, ad ottobre è uscito il suo nuovo lavoro, un momento di transizione, come dice lo stesso titolo dell’Ep Phase Transition, da uno stato ad un altro. In modo non del tutto convenzionale, Where The World Ends, precedente album di Indian Wells era più pacato, senza mai essere completamente chill. Phase Transition è la ripresa dopo la pausa, più ossessivo.
“Nella mia mente questo EP è una transizione da uno stato all’altro; con tracce più da club come Closer, nato da una collaborazione con Aroly Tariq del duo australiano Audego, e brani come Math / Creation e Untitled che sono a metà strada tra ambient e upbeat” dice l’artista “questi sono momenti di evoluzione e cambiamento, indice di come il mio processo creativo e produttivo stia cambiando seguendo la naturale trasformazione ed evoluzione della mia vita, ma anche in seguito all’utilizzo di nuovi elementi compositivi come sintetizzatori modulari.” 

Indian

Il live di Indian Wells è una continua suggestione: la musica, sempre in crescendo si impossessa lentamente dell’ascoltatore, del suo corpo, della sua mente, grazie anche all’ausilio dei visual che hanno un fortissimo impatto visivo. Frattali, figure geometriche per lo più triangolari, si muovono dietro il producer, illuminando a tratti il palco e facendoci perdere il contatto con la realtà. Improvvisamente non c’è nient’altro. Siamo circondati dalle sensazione che Indian Wells ci trasmette dalla sua postazione.

C’è un motivo per cui Indian Wells viene accostato a grandi nomi internazionali come Four Tet: la cura dei suoni, la continua sperimentazione, tutto questo rende il producer calabrese uno dei più acclamati all’interno dell’elettronica italiana ed internazionale.

Il set avvolgente, inizia ad accelerare, i visual esplodono in mille colori, in combinazioni più fluide e frenetiche, tutto diventa più veloce. È così che Indian Wells ci conduce verso la fine del live. Burattinaio dall’inizio, sta per tagliare i fili che ci hanno legato per un’ora, lasciandoci nella più completa confusione e meraviglia, tant’è che usciti dal Lumiere è stato strano ritrovare tutto esattamente com’era prima di entrarci, pioggia compresa.

Grazia Pacileo

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