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International Jazz Day | Demography #388

 Oggi 30 Aprile ricorre la Giornata Internazionale del Jazz, e anche noi di Demography abbimo deciso di festeggiare. Come? Ma con una Playlist ovviamente! Dentro dal  Jazz made in UK con Ezra Collective e Nubya Garcia, fino ai The Necks e Flying Lotus, e molto molto altro!

Oggi, 30 Aprile ricorre la Giornata Internazionale del Jazz promossa dall’Unesco. E’ una giornata d’invito all’ascolto di questa musica, riconoscendone il ruolo di linguaggio universale per il messaggio di libertà, cultura, fratellanza insito nel suo DNA e che da sempre ha diffuso nella sua storia. La Giornata Internazionale del Jazz si svolge in contemporanea in tutto il mondo con iniziative che vanno oltre l’aspetto puramente musicale. In questa giornata, associazioni, scuole, artisti, storici, accademici, appassionati di jazz di tutto il mondo celebrano coralmente la musica che più amano, sottolineando i contenuti interculturali che fin dalla sue origini caratterizzano e animano il jazz. Questa forma d’arte è riconosciuta ovunque anche come strumento adeguato per diffondere messaggi di pace e fratellanza tra i popoli, in difesa delle diversità, del rispetto dei diritti umani e della libertà di espressione. Noi di Demogprahy abbiamo deciso di festeggiare con una playlist tutta all’insegna del Jazz, nelle sue più varie e molteplici sfaccettature e declinazioni.

Iniziamo parlando di quest’ondata di Jazz Made in UK che ci sta facendo perdere la testa. La scena Jazz inglese sta vivendo un periodo di incredibile e stimolante propulsione e un gran numero di talentuosi nuovi nomi stanno innnovando alle radici il sound, la scena, il gusto, il groove, introducendo nuove influenze multiculturali, filtrando con l’elettronica e con orizzonti assolutamente innovativi. Apriamo questa playlist con alcuni dei protagonisti di questa “London jazz-reinassance”: gli Ezra Collective, progetto fra i più originali e in vista di tutta la scena inglese. Londinesi, giovanissimi, con origini in differenti etnie, Ezra Collective nasce all’interno della Tomorrows Warriors UK organizzazione per la musica jazz e centro in cui hanno studiato musicisti come Moses Boyd, Shabakah Hutchings e Nubya Garcia, solo per nominarne alcuni. Un insieme di giovani strumentisti con all’attivo differenti esperienze musicali, accomunati dagli studi del Jazz: Dylan Jones (tromba), James Mollison (sax tenore), Joe Armon-Jones (piano e tastiere), TJ Koleoso (basso) e Femi Koleoso (batteria), creano insieme un sound viscerale, elettrizzante, nuovo, fresco e spensierato che si colloca a cavallo fra diversi mondi: dal Jazz più tradizionale, a ritmi latini all’Hip-Hop, passando per l’Afro-Beat e il Soul. Nel 2012 il quintetto ha conquistato la vittoria della Yamaha Jazz Experience Competition che li ha catapultati all’attenzione di Gilles Peterson prima e Pharoahe Monch poi, che li ha scelti per aprire alcune date del suo tour. Dopo essere stati proclamati Vincitori come Best Jazz Act – Urban Music Award 2017 e inseriti nella “top 40 Music acts to watch for 2018” dal Guardian, Ezra Collective si sono aggiudicati un altro prestigioso riconoscimento: Miglior Album Jazz dell’Anno ai GP’s Worldwide Awards 2018 con l’EP Juan Pablo: The Philosopher.Il 26 aprile è uscito il loro atteso LP di debutto You Can’t Steal My Joy via Enter The Jungle, lavoro di grande spessore, inebriante e brillante, che li conferma tra i musicisti più interessanti in circolazione, nonché tecnicamente impeccabili senza risultare stucchevoli. L’album si apre con un omaggio a Sun Ra e il “classico” Space is the Place, in una versione più breve e incisiva, già contenuta nell’EP Juan Pablo: The Philosopher, mixata da Floating Points e registrata negli Abbey Road Studios (Sun Ra is a real hero for all of us, man, one of the greatest philosophers ever” – ha dichiarato Femi Koleoso, batterista e leader della formazione – “I think what I love about Sun Ra the most is when you hear his music you don’t hear restrictions and boundaries. I just hear someone that’s playing for love and happiness. It’s almost like emotion and people and interaction is influencing his music more than theory, harmony, and rhythm.”). Nelle 13 tracce di You Can’t Steal My Joy si passa dal piano meditativo di Philosopher II, al rap neo-soul di Loyle Carner in What Am I to Do?, alla sensualità di Jorja Smith con il suo contributo in Reason in Disguise, fino all’energia dirompente di Shakara con i KOKOROKO.

JazzProcediamo quindi proprio con i KOKOROKO, formazione capitanata dalla trombettista Sheila Maurice-Grey, freschi di pubblicazione dell’omonimo EP d’esordio, uscito l’8 marzo via Brownswood Rec . La traccia Abusey Junction, la quarta e ultima dell’EP, è stata insignita del titolo di “Track of the Year” al prestigioso Worldwide Award di Gilles Petersonera, ed era già apparsa in We Out Here , la compilation-manifesto della Brownswood del 2018 che documenta il brillante sottobosco musicale londinese di ispirazione jazz, scelta da Rough Trade come Compilation of the Year 2018, elogiata da The Wire, Monocle e dal New York Times.

Jazz

Nella compilation appaiono anche molti altri nomi che potete ascoltare qui di seguito: Moses Boyd, che trovate in playlist con il brano Rye Lane Shuffle – mixato da Four Tet & Floating Points e contenuto nell’LP Displaced Diaspora (Exodus Record, 2018) – con The Birth Of Light, tratto da Alive In The East? (Gearbox Records, 2018) – un live set dal del giugno 2017 al Total Refreshment Center dell’East londinese, interamente composto da improvvisazioni inedite e abbozzi di brani non ancora passati dallo studio – del progetto Binker & Moses, in cui alla batteria di Moses Boyd si unisce il sassofono tenore di Binker Golding; e ancora con i Blue Lab Beats, collettivo formato da vari membri della “scena” come Nubya Garcia, Nérija e il poeta e rapper Kojey Radical, in un brano tratto dal loro album d’esordio Xover in cui mischiano hip hop, jazz, RnB, elettronica; Joe Armon-Jones in questa playlist con con Almost Went Too Far, brano tratto da Starting Today – l’LP di debutto pubblicato lo scorso maggio da Brownswood Rec. Radici Jazz con inflenze hip-hop, dub, soul, è questa la matrice intorno a cui si sviluppa il lavoro del talentuoso musicista e e co-fondatore di Ezra Collective. Alla realizzazione dell’album hanno partecipato Moses Boyd, Oscar Jerome, e Maxwell Owin e Nubya Garcia.

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Continuiamo con lei, Nubya Garcia, giovanissima sassofonista londinese con origini afro-caraibiche che il 9 maggio 2017 ha debuttato con un bellissimo EP , Nubya’s 5ive (Jazz Re:freshed) e vanta numerosissime e prestigiose collaborazioni: da Congo Natty all’Outlook Orchestra, accanto a leggende come Horace Andy e Sister Sledge o come parte integrante dei jazz ensemble Nérija e Maisha, da Swindle, Ben Hayes a Theon Cross; e ancora Shabaka Hutchings, sassofonista leader di diverse formazioni, tra cui gli incredibili Sons Of Kemet, autori dell’album Your Queen is a Reptile pubblicato nel marzo 2018 su Impulse! Records, una bellissima e riuscita fusione tra jazz moderno, afrobeat e suggestioni etniche, e che è valso al gruppo la candidatura per il Mercury Prize.

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Proseguiamo con uno dei progetti dell’inarrestabile Shabaka Hutchings– The Comet Is Coming, trio che oltre a “King Shabaka” comprende il tastierista Dan Leavers (Danalogue) e il batterista Max Hallett (Betamax), tornati lo scorso 15 marzo con l’album Trust in the Life force of the Deep Mistery, pubblicato per l’etichetta Impulse! Records – sì, proprio quella di John e Alice Coltrane.

Altro disco immancabile è sicuramente Black Focus (vero e proprio UK jazz-funk masterpiece) di Yussef Kamaal, progetto che vede(va) alla batteria Yussef Dayes, e al piano (elettrico, Rhodes) e ai sintetizzatori il polistrumentista Kamaal Williams (a.k.a. Henry Wu). I due musicisti di stanza a Londra sono entrati in studio con Malcolm Catto – batterista e produttore della band The Heliocentrics, garanzia nel campo del jazz e del funk modeni – e hanno composto il bellissimo Black Focus, pubblicato nel 2016 dalla Brownswood Recordings di Gilles Peterson, il quale si innamorò del duo dopo una elettrizzante performance live della durata di soli venti minuti. In studio hanno collaborato altri strumentisti tosti: il chitarrista Mansur Brown, il trombettista Yelfris Valdes, il sassofonista Shabaka Hutchings (sì, ancora lui) e ben due bassisti, Kareem Dayes e Tom Driessler.

In playlist potete ascoltare inoltre brani dei loro progetti solisti: Kamaal Williams /Henry Wu con Dubplate Special tratto da Good Morning Peckham (Rhythm Section INTL,2015) e Broken Theme dall’album The Return (Black Focus, 2018) vera esplosione di Jazz-funk; e Love Is The Message, dall’omonimo album di Yussef Kamaal, brano che si avvale delle preziose collaborazioni del producer/pianista Alfa Mist, del chitarrista Mansur Brown e del bassista Rocco Palladino. Continuiamo proprio con Alfa Mist e ascoltiamo un brano tratto dal suo ultimo lavoro Structuralism, uscito il 27 Aprile per Sekito Records .Trovarte ancora i Ruby Rushton, collettivo guidato dal saxofonista e flautista Tenderlonius, altra figura chiave della scena con la sua etichetta 22a Records e il suo lavoro solista The Shakedown‘, tra l’altro collabora con loro anche il già citato Yussef Dayes.Passimo poi a Adam Scrimshire presenza prolifica nella scena jazz/soul/funk di South London, a capo delle etichette Wah Wah 45s  e Albert’s Favourites e attivo con Dave Koor come Modified Man; al momento Scrimshire è al lavoro al suo quarto album, ancora senza titolo, che uscirà entro la fine dell’anno,e di cui è possibile ascoltare un assaggio: Will not Get Better, con la collaborazione alla tromba e voce e di Emma-Jean Thackray della Red Bull Music Academy.

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E ancora donne con la pianista inglese Sarah Tandy e il suo primo album solista Infection In The Sentence, uscito l’8 marzo per Jazz re:freshed; Yazmin Lacey, una splendida vocalist di Nottngham che filtra con jazz, soul, funk, blues, elettronica sia nell’Ep Black moon che nel recente 90 degrees; spostiamoci oltreoceano con Norah Jones e Esperanza Spalding e Mark de Clive-Lowe .

La playlist continua spaziando dai The Necks – trio jazz australiano sperimentale – e la loro collaborazione con gli Underworld, al batterista austrialiano Laurence Pike al nuovo album BEAT MUSIC! BEAT MUSIC! BEAT MUSIC! di Mark Guiliana. E molto, molto altro!

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Buon ascolto e buona Giornata Internazionale del Jazz!

 

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