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The International Tussler Society – Night Of The Living Bands#5

Dalla gelida Norvegia, riesumiamo il progetto parallelo dei ben più famosi Motorpsycho, ovvero i The International Tussler Society che di gelido e di “norvegese” hanno ben poco visto il loro sound prettamente country rock a stelle e strisce.

Andare a ripescare i The International Tussler Society potrebbe giovare sia a chi non ha mai sentito parlare dei Motorpsycho ma anche a chi i Motorpsycho li ascolta e li apprezza, magari non in toto, ma giusto qualche album della loro vastissima discografia. Ai primi si potrebbe consigliare di colmare questa lacuna, andando a scoprire uno dei gruppi rock, nel senso più ampio del termine, più prolifici e interessanti che ci siano oggi. Oggi come ventisette anni fa, quando il trio di Trondheim decise di imbracciare chitarra, basso e batteria, dando vita a partire dal 1991 con “Lobotomizer” ad una discografia vastissima che conta finora diciassette album in studio (“Here Be Monsters”, il nuovo disco, uscirà il prossimo 19 febbraio). Nel loro paese natio i Motorpsycho sono giustamente un orgoglio nazionale e altamente tenuti in considerazione, portando in giro il loro personale marchio di fabbrica che pesca dal rock psichedelico, al grunge, da variazioni progressive e piccole sfumature heavy metal allo stoner, il tutto condito sempre dalle riconoscibilissime linee vocali del bassista Bent Saether, fondatore del gruppo insieme al baffuto chitarrista Hans Magnus Ryan. Avere a che fare con una band come i Motorpsycho, se per la prima volta in particolare, vuol dire immergersi in un’enorme calderone rock, dove la tradizione dei ’60 e dei ’70 rivive ma soprattutto riesce a rinnovarsi grazie al piglio più alternative e aThe International Tussler Society volte noise che i norvegesi assimilano dal loro decennio di riferimento, gli anni ’90. Un po’ come i Melvins, giusto per citare un altro grande gruppo del periodo, ma meno pesanti anche se ugualmente cazzoni.
Ecco, la cazzonaggine, insieme al gusto musicale per la tradizione rock, è uno dei tratti che unisce la band madre di Saether con i The International Tussler Society. Valvola di sfogo esplicitamente volta ad omaggiare band come Grateful Dead, The Allman Brothers Band o i The Byrds, nascono nel ’93, quasi insieme ai Motorpsycho, pubblicando il primo disco l’anno successivo, stesso anno di uscita anche di “Timothy’s Monster”. L’album si chiama “The Tussler – Original Motion Picture Soundtrack” ed originariamente non esce sotto il nome di The International Tussler Society bensì di Motorpsycho & Friends. Il misterioso titolo potrebbe far pensare subito alla colonna sonora di un film, e in parte lo è, anzi lo vorrebbe essere se non fosse che la pellicola in realtà non esiste, così come il suo fantomatico regista di spaghetti western Theo Buhara. Negli anni l’album diverrà una rarità fra i collezionisti, che oltre alla versione in cd vedranno sfilare sotto le loro mani anche quella in vinile nel ’95 con canzoni aggiuntive e il nome finalmente cambiato in The International Tussler Society nel ’96. La band è numerosa e oltre ai tre membri dei Motorpsycho include anche altri musicisti divisi fra pianoforte, pedal steel guitar e banjo. Il risultato è quanto di più classico possa offrire il country rock, ma è anche estremamente divertente e godibile, oltre che curato negli arrangiamenti e nei suoni da dei musicisti tutto sommato esordienti che dimostrano da subito tutte le loro doti e un raffinato eclettismo nel misurarsi con generi diversi da quelli dei Motorpsycho.

L’intensa attività discografica e il culto crescente che i Motorpsycho stanno riscuotendo di anno in anno fanno in modo che i The International Tussler Society non siano molto attivi a parte qualche sporadico live ad inizio del nuovo millennio. Nel 2003 Saeter e compagni ripubblicano l’esordio della band nella versione del ’95, ovvero quella con i pezzi aggiuntivi agli undici originali dove ci sono anche varie cover fra cui Neil Young, Grateful Dead e The Flying Burrito Brothers. L’anno dopo, a dimostrazione di quanto il progetto non sia solo una “scappatella” ma un gruppo vero e proprio, esce il secondo album, “Motorpsycho Presents The International Tussler Society”. Come si evince dalla copertina e dal resto delle grafiche nel disco, ancora una volta è l’immaginario western a far da padrone alle musiche come se fossero dei commenti sonori ad ipotetico film. Viene aggiunto anche un secondo batterista, idea questa dichiaratamente presa in prestito dai Grateful Dead e che contribuirà a rendere ancora più spettacolari i concerti del tour del 2004.

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